Sono in arrivo i primi casi di influenza stagionale e gli esperti segnalano un virus diverso e più aggressivo del solito. Le previsioni per l’inverno 2025 si basano su quanto già osservato in Giappone e in Australia, dove l’epidemia ha mostrato un andamento particolarmente intenso. Di fronte a questo scenario, cresce la necessità di rafforzare le difese immunitarie e di prevenire il contagio con comportamenti corretti e una buona organizzazione sanitaria.
Le finestre stagionali dei virus
Ogni virus respiratorio ha la propria finestra stagionale. L’influenza raggiunge il suo picco tra dicembre e febbraio, la bronchiolite da virus respiratorio sinciziale (VRS) si manifesta tra novembre e marzo, mentre i virus parainfluenzali di tipo 3 tendono a diffondersi in primavera.
Conoscere i periodi di massima circolazione permette di programmare le vaccinazioni e prevenire le forme più gravi. Tutti i principali virus si trasmettono per via aerea, attraverso goccioline di saliva o mani contaminate, motivo per cui le norme igieniche restano fondamentali.
Le buone abitudini per ridurre il rischio di contagio
Per contenere la diffusione dei virus bastano pochi e semplici gesti:
- Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone;
- Coprire naso e bocca con il gomito quando si tossisce o starnutisce;
- Arieggiare frequentemente gli ambienti chiusi;
- Evitare il contatto diretto con persone che presentano sintomi respiratori.
Il Ministero della Salute raccomanda inoltre la vaccinazione antinfluenzale per i bambini tra 6 mesi e 7 anni, per le donne in gravidanza e per le persone con patologie croniche. L’immunizzazione non solo riduce il rischio di contagio, ma limita le complicanze e i ricoveri ospedalieri.
L’importanza della vaccinazione per chi soffre di malattie croniche
La vaccinazione assume un ruolo centrale per chi convive con patologie respiratorie croniche, come asma e Bpco. Queste condizioni possono aggravarsi a seguito di infezioni virali, portando a riacutizzazioni che compromettono la funzione respiratoria e aumentano il rischio di ospedalizzazione e mortalità.
Le linee guida internazionali indicano la vaccinazione antinfluenzale, l’anti-pneumococcica e quella contro il virus respiratorio sinciziale tra gli strumenti fondamentali per la gestione delle malattie respiratorie. Prevenire le riacutizzazioni significa proteggere la qualità della vita e ridurre le complicanze gravi.
Bambini e influenza: quando preoccuparsi
Nella maggior parte dei casi, le infezioni invernali nei bambini si risolvono in pochi giorni. Riposo, idratazione e farmaci sintomatici rappresentano la terapia di base. Il paracetamolo è indicato per febbre e dolori muscolari, mentre gli antibiotici vanno usati solo su prescrizione medica, poiché non hanno effetto contro i virus.
Alimentazione e idratazione per rafforzare le difese
Un ruolo importante nella prevenzione lo gioca anche la dieta. Mantenere una buona idratazione aiuta l’organismo a depurarsi e a combattere gli agenti patogeni. Una alimentazione ricca di frutta e verdura, soprattutto quelle ad alto contenuto di vitamina C, contribuisce a potenziare il sistema immunitario.
Non ogni contatto con un virus porta alla malattia: un organismo ben nutrito e forte riesce spesso a neutralizzare i patogeni prima che si manifestino i sintomi.
Vestirsi “a cipolla” contro gli sbalzi termici
Anche il modo di vestirsi ha la sua importanza. Il consiglio “vestirsi a cipolla” resta sempre valido: indossare più strati permette di adattarsi meglio ai cambiamenti di temperatura, evitando di coprirsi o scoprirsi eccessivamente. Gli sbalzi termici e la sudorazione seguita dal raffreddamento irritano le mucose respiratorie, rendendole più vulnerabili ai virus.
In casa e a scuola: proteggere nonni e bambini
Attenzione ai contatti tra bambini e anziani, la categoria più fragile. È buona norma che i piccoli si lavino le mani e, se presentano sintomi, indossino la mascherina per proteggere i nonni.
Nelle aule scolastiche, le temperature miti di inizio stagione consentono di tenere le finestre socchiuse per favorire il ricambio d’aria. È consigliabile evitare ambienti troppo caldi e secchi, perché l’aria secca irrita le mucose e le rende terreno fertile per i virus.






Commenta con Facebook