Alireza Akbari, iraniano con cittadinanza britannica, ex viceministro del Governo di Teheran, è stato giustiziato. Lo ha riportato il quotidiano iraniano Mizan, vicino alla magistratura.

Akbari è stato impiccato per crimini tra cui “corruzione sulla terra” ma non è stato specificato il giorno in cui è avvenuta l’esecuzione. Appena sabato scorso, Akbari era stato accusato di “ampia cooperazione con ufficiali dell’intelligence britannica” per cui avrebbe ricevuto “ingenti somme di denaro”.

La condanna a morte di Akbari è stata decretata pochi giorni fa, l’11 gennaio, dopo essere stato condannato per spionaggio per conto del Regno Unito. L’uomo aveva negato le accuse.

Secondo le accuse pubblicate su Mizan, Akbari era stato arrestato “qualche tempo fa” per “spionaggio contro questo Paese”. “Su questa base e dopo avere depositato un atto d’accusa contro l’imputato, il fascicolo è stato deferito al tribunale e le udienze si sono svolte alla presenza dell’avvocato dell’imputato e sulla base dei documenti validi presenti nel fascicolo, è stato condannato a morte per spionaggio per conto della Regno Unito”, si legge ancora.

Il primo ministro britannico Rishi Sunak ha denunciato quanto successo: “Sono sconvolto dall’esecuzione del cittadino britannico-iraniano Alireza Akbari in Iran“, ha scritto su Twitter. “Un atto insensibile e codardo, compiuto da un regime barbaro senza alcun rispetto per i diritti umani del proprio popolo. I miei pensieri sono con gli amici e la famiglia di Alireza”.

Inoltre, il ministro degli Esteri britannico James Cleverley ha definito l’esecuzione un “atto barbaro” che “merita la condanna più ferma possibile. Non resterà impunito. I miei pensieri vanno alla famiglia. Convocheremo l’incaricato degli esteri iraniano per chiarire il nostro digusto per le azioni dell’Iran”.

Come riportato dalla BBC, Akbari è stato arrestato nel 2019: ha prestato servizio sotto il presidente iraniano Mohammad Khatami, un riformista in carica dal 1997 al 2005.