Un tappeto di fiori, ma soprattutto tanti messaggi scritti per esprimere quel dolore e quella vicinanza che si mostrano quando a mancare è una persona di famiglia: sulla tomba di Andrea Camilleri, sotto l’Angelo della Resurrezione nel Cimitero Acattolico di Roma, c’è il segno del grande affetto popolare che circondava la figura del grande scrittore. Centinaia le persone silenziose e alcune con un fiore in mano, fatte entrare a scaglioni, che già prima delle 15 sono giunte a dare l’ultimo saluto allo scrittore morto ieri all’Ospedale Santo Spirito. Nel lungo fiume di gente presente al cimitero anche personaggi delle istituzioni, tra cui il ministro Alberto Bonisoli, la parlamentare Laura Boldrini e il vicesindaco Luca Bergamo

“Mi manca”, ha detto Bonisoli, “sapere che non c’è più non è una bella sensazione. Sto discutendo con il sindaco di Porto Empedocle che cosa fare per il 6 settembre (data di nascita di Camilleri, ndr) perché manca l’intellettuale, la persona libera e che non te lo mandava a dire, quello che ti diceva cose che ti piacevano e che non ti piacevano, ma quando parlava aveva una rettitudine morale che non è così comune trovare”. “Camilleri riusciva a parlare con un codice comunicativo che superava le differenze di educazione, di ceto e geografiche”, ha aggiunto, “Non sono siciliano ma mi arrivava un messaggio molto forte sia nei romanzi sia quando si esprimeva su temi di quotidianità. Oggi però è la giornata in cui lo dobbiamo ricordare in silenzio”.

La famiglia invece  ha dato l’ultimo saluto allo scrittore questa mattina nella cappella del Cimitero Acattolico in una cerimonia privatissima. Presenti la moglie e le tre figlie, le nipoti e i familiari più stretti. “Sarà una sepoltura definitiva”, ha detto il direttore del Cimitero Acattolico Amanda Thursfield, “il Maestro era legato a questo posto, lo ha visitato più volte”.