Non solo l’elezione per acclamazione del presidente Apostolos Tzitzikostas, governatore della regione greca della Macedonia Centrale. Il Comitato Europeo delle Regioni (Cdr) che sarà in carica fino al 2025, nella giornata di ieri ha eletto anche, come vicepresidente, di Vasco Illidio Alves Cordeiro, presidente delle Azzorre (Portogallo).

Per la Sicilia non si tratta di una nomina da poco perché il portoghese è anche uno dei membri del Gruppo Interregionale per le Insularità del Cdr, presieduto da Gaetano Armao, vicepresidente della Regione Siciliana e assessore all’Economia.

Per il Vice presidente della Regione Gaetano Armao, intervistato da BlogSicilia.it a Bruxelles, “Si tratta di una buona notizia. Abbiamo ricomposto l’intergruppo per le isole, che presiederò ancora nel nuovo mandato del Cdr. Avere un presidente di secondo termine (Cordeiro guiderà il Cdr fra due anni e mezzo, ovvero il termine dopo il quale si cambia la presidenza, n.d.r.) consente di rilanciare il tema dell’insularità. È stato ribadito anche oggi quanto sia importante la tutela della condizione dell’insularità e quanto sia essenziale che l’Ue dimostri di adottare misure proattive e risolutive in tal senso. Adesso, in vista della programmazione europea 2021 – 2027, è necessario che l’Ue metta in campo le misure necessarie per il rilancio delle 2mila isole che ne fanno parte e che si riapra non solo la questione dell’insularità ma anche delle aree montane, di quelle interne, ovvero di tutta un’Europa che non è fatta solo di Berlino, Madrid e Milano ma di piccole comunità, isole, piccole isole che soffrono la doppia insularità e la marginalità europea per consentire che la coesione sia il vero collante dell’Unione Europea”.

Poi, a proposito delle opportunità che potrebbero derivare per la Sicilia dal nuovo Cdr, Armao ha ricordato che “l’Isola ha ben quattro componenti (Nello Musumeci, Salvo Pogliese, Enzo Bianco e lo stesso assessore all’economia che fa parte del bureau, n.d.r.) e soprattutto due che fanno parte del governo regionale. Tra l’altro, nessuna regione d’Europa ha due componenti di un unico governo nel Cdr. Questo è un fatto che dimostra il ruolo che il Cdr ha voluto riconoscere alla Sicilia che ha bisogno di un’interlocuzione che sia fatta di innovazione e di riconsiderazione nella nuova programmazione europea ma anche per definire il pieno impiego delle risorse già assegnate. A tal proposito, la Sicilia è già una delle aree europee più digitalizzate e di certo la maggiore in Italia. Ciò dimostra che quando si usano bene le risorse europee si può fare innovazione per dare un futuro ai nostri ragazzi che sì devono andare all’estero per formarsi ma non devono essere costretti a migrare”.