A partire da domani 4 ottobre tutti i beneficiari del reddito di cittadinanza che hanno presentato la domanda per accedere al sussidio nello scorso mese di marzo dovranno integrarla entro il 21 ottobre per non rischiare di vedersi sospesi i pagamenti.

L’integrazione della domanda si è resa necessaria in quanto chi ha fatto richiesta di accesso al reddito di cittadinanza nel corso del primo mese di entrata in vigore del provvedimento lo ha fatto utilizzando un modello che è stato in seguito modificato nel corso della conversione in legge del decreto che istituiva il Rdc.

Gli interessati dovranno quindi integrare la loro domanda adeguandosi al nuovo modello. La procedura di integrazione va fatta online collegandosi, entro il 21 ottobre, alla pagina dedicata del sito Inps (che al momento però non è attiva) e inserendo il numero di protocollo della loro pratica, il codice fiscale e un codice alfanumerico ricevuto via mail o sms.

Obbligati a farlo, pena la sospensione dell’erogazione del sussidio fino a integrazione avvenuta, sono solo i beneficiari che abbiano presentato domanda di accesso al reddito di cittadinanza nel primo mese di attuazione del provvedimento.

Intanto, in seguito alle polemiche scoppiate per il caso dell’erogazione del sussidio all’ex brigatista Federica Saraceni, sono allo studio alcune novità tese ad impedire che venga riconosciuto il reddito di cittadinanza a chi si è macchiato di reati gravissimi.

Al momento infatti la norma prevede che il sussidio possa essere bloccato solo ai soggetti condannati nel corso dei dieci anni precedenti. Il Movimento 5 Stelle, per bocca di Luigi Di Maio, fa sapere di voler intervenire al più presto per “bloccare l’erogazione del reddito di cittadinanza a questa brigatista che sta agli arresti domiciliari” mentre il Partito democratico, come ha dichiarato Graziano Delrio, vorrebbe modificare la norma “legandola, nel caso di detenuti per gravi reati, ad effettivo ravvedimento, ad effettiva collaborazione con lo Stato”.