La variante Lambda del coronavirus, identificata per la prima volta in Perù e ora diffusa in Sud America, è altamente infettiva e più resistente ai vaccini rispetto alla versione originale del coronavirus emersa da Wuhan, in Cina. Lo sostiene uno studio di un team di ricercatori giapponesi.

In esperimenti condotti in laboratorio, gli studiosi hanno scoperto che tre mutazioni nella proteina spike di Lambda, note come RSYLTPGD246-253N, 260 L452Q e F490S, aiutano a resistere alla neutralizzazione da parte degli anticorpi indotti dal vaccino. Hanno scoperto che due ulteriori mutazioni, T76I e L452Q, contribuiscono a rendere Lambda altamente infettiva.

In un articolo pubblicato mercoledì su bioRxiv prima della revisione paritaria, i ricercatori hanno avvertito che con Lambda etichettata come “Variante di interesse” dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) piuttosto che “Variante di preoccupazione”, le persone potrebbero non rendersi conto che si tratti di una seria minaccia in corso.

Sebbene non sia ancora chiaro se questa variante sia più pericolosa di quella Delta che ora minaccia le popolazioni in molti Paesi, Italia compresa, il ricercatore senior Kei Sato dell’Università di Tokyo ritiene che «Lambda possa essere una potenziale minaccia per la comunità umana».

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