L’influenza stagionale è tornata e quest’anno lo ha fatto con forza e in anticipo. In Italia, oltre 2,1 milioni di persone sono già state colpite da infezioni respiratorie, e tra queste, i virus influenzali stanno mostrando una crescita netta, in particolare a causa della nuova variante del virus influenzale H3N2, nota come subclade K.

Secondo l’Istituto superiore di sanità, i dati della sorveglianza RespiVirNet parlano chiaro: l’incidenza delle infezioni respiratorie è in aumento, e il virus influenzale A/H3N2 ha anticipato di circa tre o quattro settimane l’inizio della stagione influenzale. Un andamento confermato anche dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che monitora la diffusione del virus a livello continentale.

Cos’è la variante K del virus influenzale H3N2

Il virus A/H3N2 è uno dei sottotipi dell’influenza di tipo A, noto per provocare sintomi più intensi rispetto ad altri ceppi. La variante K – o subclade K – è una nuova mutazione che ha attirato l’attenzione degli esperti per un motivo preciso: non è più aggressiva, ma riesce a eludere meglio l’immunità pregressa.

Negli ultimi anni, infatti, il ceppo H3N2 ha circolato meno, quindi molte persone non hanno sviluppato una memoria immunitaria sufficiente. Questo significa che l’attuale ondata influenzale potrebbe coinvolgere un numero maggiore di persone rispetto agli anni passati, con picchi anticipati e più alti.

I sintomi dell’influenza da H3N2

I sintomi causati dal virus influenzale H3N2 sono più intensi rispetto a quelli di altri ceppi. L’Istituto superiore di sanità descrive l’influenza come un’infezione con comparsa rapida e violenta di sintomi generali e respiratori, dopo un’incubazione breve (1-2 giorni).

I disturbi più frequenti sono:

  • Febbre alta (sopra i 38°C, nei bambini anche fino a 40°C)
  • Brividi e dolori muscolari
  • Grave malessere generale
  • Mal di testa, mal di gola e naso che cola
  • Tosse secca, persistente e fastidiosa (può durare anche più di due settimane)
  • Fotofobia, inappetenza e astenia
  • Nei bambini, possono comparire anche nausea, vomito e diarrea

Nei casi non trattati o in soggetti fragili, l’influenza può evolvere in complicazioni come:

  • Infezioni all’orecchio o ai seni paranasali
  • Bronchite
  • Polmonite

I più colpiti: bambini sotto i 5 anni

I dati settimanali dell’ISS mostrano un’incidenza altissima tra i bambini da 0 a 4 anni, con circa 29 casi ogni 1.000 assistiti. Un dato che conferma il ruolo chiave dei più piccoli nella circolazione del virus e che preoccupa i pediatri. Non è una novità che i bambini siano tra i soggetti più colpiti dal virus influenzale. Tuttavia, quest’anno la stagione è iniziata con un mese di anticipo, e con la variante K a diffondersi rapidamente, il numero di contagi rischia di salire in modo significativo durante le vacanze natalizie.

Perché è fondamentale vaccinare i bambini

La Società Italiana di Pediatria (Sip) lancia un appello chiaro: vaccinare i bambini è essenziale, soprattutto adesso. Il momento migliore per farlo è prima del picco stagionale, previsto tra fine dicembre e inizio gennaio.

Secondo la Sip, vaccinare i bambini serve a:

  • Proteggere direttamente i più piccoli dalle forme gravi
  • Ridurre la circolazione del virus nelle famiglie e nelle scuole
  • Limitare i contagi tra le persone più vulnerabili

La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata per tutti i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, e per quelli con patologie croniche, come asma, diabete o malattie cardiache. In parallelo, i pediatri sottolineano anche l’importanza di proteggere i neonati dal virus respiratorio sinciziale (RSV), un altro patogeno stagionale molto diffuso tra i più piccoli. Le famiglie possono rivolgersi al pediatra o ai centri vaccinali delle ASL per prenotare la vaccinazione antinfluenzale o valutare l’eleggibilità per la somministrazione di nirsevimab, un anticorpo monoclonale contro l’RSV.

Che influenza ci aspetta quest’anno?

Tutti gli indicatori sembrano puntare verso una delle stagioni influenzali più intense degli ultimi anni. La diffusione del virus influenzale H3N2, e in particolare della variante K, unita a una copertura vaccinale ancora parziale, lascia intravedere un inverno complesso per la salute pubblica. Il virus H3N2 non è nuovo, ma la sua capacità di cambiare rapidamente e sfuggire all’immunità rende difficile contenerne la diffusione senza misure preventive efficaci. Ecco perché le autorità sanitarie ribadiscono l’importanza della vaccinazione, soprattutto nei soggetti più vulnerabili, ma anche del rispetto delle regole di igiene, come:

  • Lavarsi spesso le mani
  • Evitare luoghi affollati in caso di sintomi
  • Usare la mascherina se si è raffreddati o si ha tosse

Lo sapevi che…?

  • Il virus H3N2 è noto per mutare frequentemente, rendendo più difficile la protezione da parte del vaccino stagionale.
  • I bambini piccoli hanno un ruolo chiave nella diffusione dell’influenza perché eliminano più virus e per più tempo.
  • La tosse secca può durare anche più di due settimane dopo la fase acuta dell’influenza.
  • Le complicazioni influenzali possono colpire anche soggetti sani, in particolare se non vaccinati.
  • Ogni anno l’influenza provoca migliaia di ricoveri ospedalieri, soprattutto tra anziani e bambini.

FAQ – Domande frequenti

  • Cos’è la variante K del virus influenzale H3N2?
È una mutazione recente del ceppo H3N2 che si diffonde più facilmente e riesce a eludere l’immunità pregressa.
  • Quali sono i sintomi più comuni del virus H3N2?
Febbre alta, brividi, dolori muscolari, tosse secca, mal di gola, naso che cola. Nei bambini anche nausea e vomito.
  • È pericolosa la variante K?
Non è più aggressiva, ma può colpire più persone perché sfugge alle difese immunitarie. Il rischio è un picco più alto di contagi.
  • Quando arriva il picco influenzale 2025-2026?
È atteso tra fine dicembre e inizio gennaio, ma l’andamento potrebbe cambiare a causa della diffusione anticipata del virus.
  • Chi deve vaccinarsi contro l’influenza?
Tutti, ma è particolarmente raccomandata per bambini dai 6 mesi in su, anziani, malati cronici e donne in gravidanza.

Fonti: