150 cittadini di Mezzojuso hanno presentato alla Procura di Caltanissetta e non a quella di Termini Imerese l’esposto con denuncia/querela contro il conduttore Massimo Giletti, la trasmissione “Non è l’Arena”, l’emittente televisiva LA7 e altri. La denuncia – predisposta dagli avvocati dell’Associazione Governo del Popolo APS col Presidente Francesco Carbone, che ha raccolto col legale le firme di tanti indignati cittadini di Mezzojuso – lamenta non soltanto la sistematica “criminalizzazione” della cittadina messa in atto dalla trasmissione televisiva che ha sempre sostenuto come vero il racconto delle “sorelle Napoli”.

E’ stato chiesto alla Procura di Caltanissetta di verificare e controllare se siano state effettuate le dovute indagini dalla Procura di Termini, secondo quale modalità, visto e considerato che il PM incaricato di Termini Imerese, a fronte di una precedente denuncia/esposto recante una trentina di firme, ha da subito ordinato solo di indagare sulla veridicità delle firme, pur essendo state le stesse autenticate dal legale. Le firme erano state apposte sotto una precedente denuncia promossa sempre dai cittadini di Mezzojuso, avente come oggetto fatti analoghi.

In occasione del precedente esposto, lamenta la nuova denuncia, da Termini Imerese non è mai stata disposta alcuna misura cautelare richiesta, come la cancellazione o l’oscuramento delle trasmissioni di LA7 dal sito e di tutti gli articoli on line.

Proprio per questo motivo la denuncia è stata presentata per competenza a Caltanissetta e non verrà riunita a quella del Sindaco Salvatore Giardina pendente innanzi al GUP di Termini Imerese.

La denuncia depositata per competenza alla Procura di Caltanissetta è controfirmata, come anche la prima, dal Presidente dell’Associazione Governo del Popolo APS, Francesco Carbone. “Seguiamo questa vicenda già da tempo – dice Carbone a BlogSicilia – e abbiamo depositato già diverse denunce. Questa ultima nasce dal fatto che nonostante avessimo depositato in data 21/12/2018 una precedente querela con 34 cittadini di Mezzojuso, da Termini Imerese non è stato disposto alcun intervento, permettendo ancora la “criminalizzazione” della cittadina. A seguito della condotta sopra precisata, inoltre, alcuni cittadini di Mezzojuso, impauriti, hanno deciso di ritirare la querela, dopo essere stati sentiti dagli inquirenti o almeno questo è quanto viene riferito solo verbalmente da loro, non essendo stato rilasciato loro alcun verbale”.

“Non abbiamo alcuna intenzione di fermarci – aggiunge Carbone – per questo procederemo anche oltre innanzi alla Commissione Europea qualora mai la Procura non ci dovesse rispondere entro un termine ragionevole, motivando. La nostra Associazione collabora con le forze dell’ordine e le autorità, si adopera su tutto il territorio nazionale affinchè i magistrati indaghino effettivamente su casi di mafia, corruzione, pedofilia, estorsioni, appalti illeciti, frodi all’erario e persecuzioni anche con escamotage giudiziarie a tutela dei cittadini, denunciando da circa 12 anni l’uso illecito del modello 45 promosso dalle Procure Italiane per sabotare le denunce e rendere “impuniti” i rei, sempre a tutela dei principi di Legalità e Giustizia scolpiti nello Statuto dell’Associazione”.