Arriva una svolta attesa da mesi per il comparto zootecnico regionale. Sono oltre 200 le aziende di allevamento siciliane, che potranno finalmente ricevere le indennità compensative previste dal Psr Sicilia 2023-2027.
Il via libera riguarda in particolare le misure “Sostegno zone con svantaggi naturali montagna” (SRB01) e “Sostegno zone con altri svantaggi naturali significativi” (SRB02), strumenti pensati per sostenere chi opera in aree difficili, spesso penalizzate da condizioni ambientali e logistiche.
Il blocco delle liquidazioni nasceva da un ostacolo informatico che rallentava l’istruttoria delle pratiche. La situazione si è sbloccata grazie alla collaborazione tra assessorato regionale dell’Agricoltura e Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura.
L’aggiornamento della piattaforma informatica per la presentazione delle istanze, ha permesso di rendere nuovamente operative le procedure.
Uno dei nodi principali riguardava il requisito sul mantenimento dei capi allevati. In origine, la normativa fissava come riferimento il primo gennaio 2026. Una scadenza che, nei fatti, rischiava di escludere molte imprese.
Dopo l’aggiornamento, il requisito è stato allineato alla data di presentazione dell’istanza. Una modifica tecnica, ma decisiva. Le aziende possono ora rispettare i tempi richiesti senza incorrere in esclusioni formali.
Le misure SRB01 e SRB02 hanno un peso rilevante per l’economia rurale siciliana. Intervengono in territori dove l’allevamento rappresenta spesso una delle poche attività produttive sostenibili.
Le indennità compensative servono proprio a colmare i maggiori costi legati a condizioni difficili: altitudine, isolamento, minore accesso ai servizi. Senza questi aiuti, molte aziende rischierebbero la chiusura.
Il prossimo passo riguarda la continuità: evitare nuovi rallentamenti e garantire tempi certi nelle istruttorie resta una priorità per il settore.






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