Con l’approvazione del piano industriale 2025-2027 dell’Irca e il riconoscimento del ruolo unico per il suo personale, la giunta regionale ha fatto fare un nuovo passo avanti nella riorganizzazione degli enti finanziari che fanno capo alla Regione Siciliana. Le due delibere sono state proposte dall’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo.
Due delibere che segnano un passaggio importante
“Si tratta di due step molto importanti per un ente strategico per l’economia siciliana – dichiara Tamajo –. L’obiettivo è semplice e ambizioso allo stesso tempo: rendere l’Irca più efficiente, più veloce e più vicino alle imprese che vogliono investire, creare lavoro e restare in Sicilia”.
Il provvedimento rientra nel processo di riorganizzazione e concentrazione degli enti finanziari regionali previsto dalla legge regionale n.10/2018, che ha portato all’accorpamento di Ircac e Crias e alla nascita dell’Irca come nuovo polo unico del credito agevolato siciliano.
Attenzione anche al personale
Per l’assessore, inoltre, l’approvazione del ruolo unico del personale “è un passaggio fondamentale per garantire stabilità organizzativa, valorizzazione delle competenze interne e maggiore chiarezza nei percorsi professionali: in questo modo tuteliamo i lavoratori, rendiamo più trasparente la macchina amministrativa e costruiamo un ente che possa funzionare davvero, senza zone grigie e senza sprechi”.
Il via libera ai contributi alle attività commerciali
Nella medesima seduta di giunta il governo della Regione ha dato il via libera anche ad un plafond di aiuti alle imprese del settore del commercio all’ingrosso in Sicilia. Fondi che per essere disponibili dovranno attendere una serie di passaggi ma che hanno, comunque, dato subito un impulso alle attività in attesa di aiuti concreti.
La giunta regionale ha, infatti, approvato la bozza di decreto dell’assessore dell’Economia Alessandro Dagnino che destina 13,5 milioni di euro a misure di sostegno per le micro, piccole e medie imprese del commercio all’ingrosso e al dettaglio in Sicilia, alle prese con la crisi creata dalla concorrenza delle vendite on line e della grande distribuzione. DFondi che saranno gestiti, invece, dall’Irfis






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