Trasmessa all’Ars la nota di aggiornamento al documento di programmazione economico-finanzaria (Defr) approvato nei giorni scorsi dalla giunta, il governo ha chiesto alla commissione Bilancio di esaminare il testo che è propedeutico rispetto agli altri documenti contabili. Per evitare di finire in un cul de sac a ridosso delle festività di fine anno, l’obiettivo del governo è di accelerare il più possibile.

Per il 13 dicembre è atteso il giudizio di parifica della Corte dei conti del rendiconto per il 2018 della Regione e subito dopo partirà una corsa contro il tempo. Almeno tre, se non addirittura quattro, sono i documenti che l’Ars dovrà esaminare in meno di due settimane: variazioni di bilancio, rendiconto 2018, assestamento di bilancio ed esercizio provvisorio. Probabile quindi un tour de force in aula tra Natale e Capodanno.

Intanto è entrato nella fase calda il negoziato tra il governo Musumeci e le cinque banche con le quali si sta trattando la chiusura anticipata dei derivati. Al dipartimento Economia della Regione sono arrivate le controproposte dei gruppi bancari, incontrati, nei giorni scorsi, singolarmente dal vice presidente e assessore Gaetano Armao che ha sottoposto a ognuno il piano per la cessazione dei contratti in via transattiva.

Dal negoziato il governo punta a risparmiare 150 milioni a fronte dei 310,9 milioni di euro di valore nozionale dei derivati. Spetta ora al governo accettare o meno le controproposte delle banche, mantenute al momento riservate. Nel caso di una fumata nera, il governo potrebbe utilizzare i 150 milioni, liberati dall’intesa col Mef e la Cassa depositi e prestiti che ha acconsentito ad allungare i mutui ai quali sono agganciati i derivati, per investimenti e per la progettazione dei fondi comunitari. I cinque gruppi bancari sono Nomura, Merril Lynch, Bnl-Paribas, Deutsche Bank e Unicredit.