“La città di Palermo è agli ultimi posti tra quelle italiane per livello dei servizi essenziali e per qualità della vita. Ma le classifiche servono fino a un certo punto: basta girare per la città per accorgersene. Ciononostante il sindaco minaccia una sua ricandidatura”.

E’ un attacco frontale, non il primo in realtà, quello di Saverio Romano al sindaco di Palermo Roberto Lagalla. Il coordinatore politico di Noi Moderati, partito fortemente polemico dentro la coalizione, su Palermo non ha mai mostrato prudenza.

Lagalla si candidi da solo

“Nessuno può imporgli un passo indietro. Lo faccia. Si candidi. Ma se la sua forza è davvero sua, la misuri da solo, senza la coalizione. Capirà il gradimento dei palermitani nei suoi confronti. Se lo apprezzano o meno. Ma scommetto che non ci pensa nemmeno e che non lo farà” conclude Romano che in realtà per Palermo ha già da tempo una idea diversa.

L’idea di una donna per Palermo

Quella che Romano insegue da mesi è l’idea di un candidato sindaco donna e in settimana questa tendenza, mai nascosta, è emersa a margine di un evento di tutt’altra natura. Quello che doveva essere un dibattito istituzionale e sociologico a Palermo si è trasformato, a margine e a taccuini rigorosamente socchiusi, nel primo vero “conclave” di un centrodestra alternativo che comincia a guardare oltre l’era di Roberto Lagalla.

Al centro dei riflettori – e dei sussurri della politica cittadina – tre nomi pesanti, tre volti notissimi della politica palermitana ed ex amministratrici della città: Antonella Tirrito, Marianna Caronia e Carolina Varchi. La loro presenza contemporanea non è passata inosservata. E non solo perché si parlava di donne, famiglie e futuro, ma perché il futuro a cui guardano si trova a Piazza Pretoria.

L’identikit per il post-Lagalla: l’opzione donna

La voce circola già da qualche tempo nei corridoi che contano, ma l’evento ha dato una forma più nitida al progetto: l’area del centrodestra che mal digerisce l’attuale gestione della “maggioranza arlecchino” di Palazzo delle Aquile punta a sparigliare le carte. E l’idea forte, quasi un manifesto programmatico e simbolico, è quella di puntare su una donna per la guida del Comune.

Le tre protagoniste rappresentano anime diverse ma complementari di un’area che vuole riprendersi la centralità politica: la spinta civica e sociale di Antonella Tirrito, l’esperienza e la grinta parlamentare di Marianna Caronia (da tempo in prima linea nel criticare la mancanza di programmazione dell’amministrazione in carica) e la solidità politica di Carolina Varchi, ex vicesindaco con un filo diretto con i vertici nazionali. Tutte e tre con un passato di gestione e conoscenza millimetrica della macchina comunale.

Il regista (quasi) invisibile

Chi è riuscito a far sedere allo stesso tavolo tre personalità femminili così forti e potenzialmente concorrenti? Chi sta tessendo la tela di questo “centrodestra alternativo”?

I bene informati indicano una regia precisa, proprio Saverio Romano. Lui sta lavorando d’anticipo, riunendo le tessere di un mosaico che mette insieme il centro moderato e la destra identitaria, offrendo una sponda a chi ritiene che l’esperienza dell’attuale sindaco abbia ormai esaurito la sua spinta propulsiva.

Il messaggio lanciato da Palermo è chiaro: il tavolo del centrodestra per il futuro della città non si aprirà all’ultimo minuto e, soprattutto, non accetterà pacchetti preconfezionati.

Oggi, con l’attacco frontale al sindaco, Romano ha messo una parola chiara che, in realtà, era già abbastanza evidente da mesi