La festa dell’Autonomia e lo storico traguardo degli 80 anni dello Statuto animano un dibattito nuovo in Sicilia. Da più parti si parla, ormai, di Autonomia da riformare nonostante non sia mai stata veramente completata. Ma le visioni delle riforme sono spesso opposte da sinistra a destra.

La riflessione di Barbagallo, segretario regionale del Pd

“Lo Statuto speciale compie oggi 80 anni. Una giornata da celebrare, certo, per l’atto che sancì il regime di regione a statuto speciale ancor prima della nascita della Repubblica. E che, grazie all’autonomia, avrebbe dovuto contribuire ad eliminare – o almeno a diminuire – il gap tra la nostra regione e quelle del Nord. Un’autonomia che purtroppo in questi anni è stata calpestata e utilizzata per opportunismi e clientele. Da ultimo utilizzata per la vergognosa modifica del ‘deputato supplente’” sostiene il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, in occasione dell’80° anniversario dello Statuto siciliano.

“Ecco perché oggi più che mai – prosegue – bisognerebbe alimentare un confronto vero sull’autonomia, ma anche sulla trasparenza delle procedure della regione e sulla distribuzione delle risorse. Argomenti che il PD affronterà in vista della prossima campagna elettorale auspicando di trovare punti di confronto significativi anche con le altre forze politiche”.

Una occasione di attacco invece che di confronto

Ma nonostante la necessità di un confronto, asserita nelle prima parole, Barbagallo non perde occasione per un attacco: “Frattanto, per questo anniversario ci ritroviamo – afferma – il governo regionale peggiore di questi 80 anni. Non una sola riforma varata, una maggioranza balcanizzata in Parlamento, una giunta che può vantare il maggior numero di indagati che si ricordi per una compagine di governo ostaggio dei giochi di potere e concentrata solo sulle poltrone. Su tutto questo ‘regna’ il governatore Renato Schifani che, non curante di tutti i dati negativi che relegano la Sicilia in fondo a tutte le classifiche, dice oggi proprio celebrando lo Statuto, che ha scelto di governare e non di galleggiare. E’ molto triste che non si renda conto, per nulla, del deserto che c’è fuori da Palazzo d’Orleans. Le difficoltà delle famiglie siciliane di – prosegue – arrivare a fine mese. La sanità pubblica smantellata, gli ospedali assediati e i medici aggrediti. Gli scandali legati alla corruzione nella pubblica amministrazione regionale che vedono coinvolti anche politici del centrodestra. Non è un caso se – conclude – un recente sondaggio piazza Schifani all’ultimo posto per gradimento tra i governatori regionali. Lui non se ne cura ma sarà la Storia a certificare questo risultato”.

Savarino: “Serve riformare uno Statuto non sempre valorizzato al meglio”

Da destra tocca all’assessore di Fratelli d’Italia Giusi Savarino ribadire sì l’esigenza di una riforma ma anche come l’Autonomia non sia stata applicata al meglio “A ottant’anni dall’entrata in vigore dello Statuto speciale, che ha rappresentato un traguardo importante per la Sicilia, è evidente come troppo spesso non sia stato valorizzato al meglio e anche quanto oggi occorra aggiornarlo». Lo dice l’assessore regionale al Territorio e all’ambiente Giusi Savarino.

“È necessario ripensare il ruolo della Regione – ha aggiunto – in un’Europa profondamente cambiata rispetto a quella che era appena uscita da una guerra devastante. Adesso la Sicilia può e deve assumere una funzione diplomatica di baricentro nel Mediterraneo e nello scenario internazionale. Occorre aggiornare, inoltre, le competenze legislative e rendere più rapidi i processi decisionali. Troppo spesso, infatti, idee, proposte e progetti si scontrano con i tempi della burocrazia e con percorsi normativi complessi: un sistema che va modernizzato, riconoscendo corsie preferenziali su temi urgenti. Le nostre peculiarità, a partire dall’insularità, devono diventare leva di sviluppo, con meccanismi automatici di riconoscimento e strumenti adeguati che valorizzino questa condizione, senza ogni volta intavolare complesse trattative”.

“Non sappiamo – ha concluso Savarino – quanti siciliani siano orgogliosi dello Statuto speciale ma, con certezza, tutti siamo orgogliosi della nostra sicilianità. È su questo senso di appartenenza che dobbiamo lavorare per rafforzare autorevolezza e dignità della nostra terra”.