A Palermo la povertà non si misura più solo nel carrello della spesa. Sempre più spesso passa dal bancone di una farmacia, da una ricetta mai ritirata, da una cura rimandata. È la povertà sanitaria, un fenomeno in crescita che costringe migliaia di famiglie a rinunciare alle cure e persino all’acquisto di farmaci di uso comune.
A segnalarlo sono i presìdi caritatevoli, le farmacie di quartiere e gli operatori sociali che ogni giorno entrano in contatto con chi non riesce più ad arrivare a fine mese. Antipiretici, antinfiammatori, antinfluenzali, sciroppi per la tosse: medicinali essenziali che diventano un lusso per una fetta sempre più ampia della popolazione palermitana.
Per fronteggiare un’emergenza che continua ad allargarsi, il Banco Farmaceutico e Federfarma Palermo rilanciano la Giornata di Raccolta del Farmaco, in programma da martedì 10 a lunedì 16 febbraio.
In campo ci sono 114 farmacie della provincia, molte delle quali hanno già effettuato donazioni significative, e quasi mille volontari impegnati in due turni giornalieri in ogni farmacia aderente.
Il loro compito è fondamentale: orientare i cittadini verso la donazione dei farmaci da banco e senza prescrizione più richiesti dalle farmacie solidali rifornite dal Banco Farmaceutico.
All’iniziativa partecipano anche studenti e universitari, coinvolti attraverso scuole e docenti per avvicinarli concretamente al mondo della solidarietà.
I numeri dell’emergenza
Nel solo mese di gennaio, gli enti assistenziali del territorio hanno registrato un fabbisogno sanitario che, secondo le stime, è destinato a crescere fino a sfiorare le 50 mila persone da assistere entro il 2026. Un dato che fotografa una crisi strutturale, non più episodica.
Con l’arrivo dell’inverno la situazione si è ulteriormente aggravata. I 37 centri caritatevoli aderenti al Banco Farmaceutico segnalano che le richieste di assistenza sanitaria sono raddoppiate. E l’allarme riguarda anche categorie finora considerate meno esposte, come i pazienti oncologici e i malati terminali, sempre più spesso in difficoltà nell’accesso a farmaci e integratori essenziali.
Una preoccupazione rafforzata da quanto accaduto lo scorso anno, quando la Giornata di Raccolta del Farmaco è riuscita a coprire meno della metà del fabbisogno espresso dal territorio.
La povertà sanitaria a Palermo ha cambiato volto. Non colpisce più soltanto anziani soli o persone escluse dal mercato del lavoro. In città e provincia circa 10 mila famiglie, pari a 30–40 mila persone, si rivolgono agli enti assistenziali anche solo per ritirare i sacchetti della spesa.
L’età media dei beneficiari si è abbassata alla fascia 30–40 anni e tra loro figurano sempre più spesso lavoratori monoreddito. Molti rinunciano alle cure perché costretti a dare priorità a spese inevitabili come affitto o mutuo, automobile e bollette.
I centri di assistenza segnalano inoltre alle istituzioni sanitarie casi di bambini malati che, nei mesi più freddi, non ricevono cure adeguate.
“La povertà sanitaria è raddoppiata”
Il disagio emerge con forza anche dai racconti dei farmacisti. “A Palermo la povertà sanitaria è raddoppiata – spiega Roberto Tobia, presidente provinciale di Federfarma –. Ogni giorno cerchiamo di aiutare persone che non hanno i soldi per pagare farmaci da banco per l’influenza o persino il ticket. Senza parlare dei malati oncologici e terminali che necessitano di integratori molto costosi”.
Tobia sottolinea anche l’impegno personale di molti farmacisti: “Ci risulta che diversi colleghi vanno oltre il loro ruolo professionale, sostenendo famiglie povere dei quartieri e aiutando i figli a continuare a studiare”.
Negli anni il Banco Farmaceutico ha costruito una rete territoriale che mette in collegamento farmacie, enti caritatevoli, poliambulatori sociali e volontari sanitari.
“Nella nostra provincia – spiega Giacomo Rondello, coordinatore territoriale del Banco Farmaceutico – abbiamo creato una rete capillare che alimenta i poliambulatori sociali e l’attività di medici e farmacisti volontari. Ma spesso non basta: lo scorso anno siamo riusciti a coprire solo la metà del fabbisogno”.
Danisinni, il volto fragile della città
I dati sono stati presentati durante una conferenza stampa al centro sociale della parrocchia di Sant’Agnese Vergine e Martire, nel quartiere Danisinni, uno dei rioni più poveri di Palermo. Qui l’opera del parroco fra’ Mauro Billetta sostiene iniziative di riscatto sociale e sviluppo economico, soprattutto per i giovani, e un poliambulatorio gestito da medici volontari.
Suor Elisa Gervasi racconta le difficoltà quotidiane: “Molti hanno una resistenza culturale o ignorano del tutto la possibilità di ricevere assistenza sanitaria, o persino la sua necessità. È successo di recente: una signora è venuta a parlare col parroco, era affannata. C’era per caso un cardiologo volontario che si è accorto che era in corso un evento rischioso ed è stato possibile intervenire in tempo”.
La stessa donna, racconta la religiosa, non si sottoponeva a una visita ginecologica da 18 anni, dall’ultimo parto. “Ora ha iniziato un percorso di prevenzione. Ma serve un enorme lavoro di informazione, quasi porta a porta. E poi c’è il problema dei farmaci prescritti: spesso non li abbiamo o non possiamo dispensarli per mancanza di personale autorizzato. C’è davvero tanto da fare”.
Un’emergenza silenziosa che, a Palermo, continua a crescere. E che chiede risposte sempre più urgenti.






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