Il missionario laico Biagio Conte non è più in catene in piazza. Dopo lo stop all’espulsione di Paul da parte del Tar oggi si trova nella Missione speranza e carità, a Palermo, ma contrariamente a quanto sembrava ieri sera continua il suo digiuno che dura ormai da 17 giorni.

La protesta nata contro l’espulsione di Paul, ospite a servizio della cittadella della solidarietà che assiste 1,100 poveri adesso si allarga all’intero sistema delle espulsioni.

Ieri il Tar ha sospeso il provvedimento ritenendo che sussista il “danno grave e irreparabile” evidenziato dalla difesa dell’uomo, se si desse corso all’allontanamento dall’Italia in forza del mancato rinnovo del permesso di soggiorno determinato dal Decreto sicurezza. In sede collegiale, i giudici amministrativi decideranno l’11 giugno.

Ma la battaglia non è finita. Fratel Biagio, dicono coloro che gli stanno vicini, “si è messo in preghiera e in ascolto del buon Dio”. Tutta la missione si è stretta a lui. Alle 15,30 in via Archirafi, incontrerà la gente che vorrà partecipare, per comunicare cosa adesso sente di portare avanti sul tema che riguarda Paul e l’accoglienza.

Ieri il missionario, ricevuta la notizia della sospensione, aveva sciolto le catene che portava ai piedi e si era messo in cammino da piazza Beato Pino Puglisi, a Brancaccio, alla sede della Missione dove è giunto ma senza sospendere iol digiuno.