A ottobre era stato danneggiato e incendiato dagli occupanti abusivi, oggi ripartono ufficialmente i lavori per ristrutturare l’alloggio popolare di via Bronte, nel quartiere Borgo Nuovo di Palermo.
Il cantiere, atteso da settimane, è stato aperto grazie a uno stanziamento di 70 mila euro da parte della Regione Siciliana, che ha finanziato l’intervento attraverso una rimodulazione degli ex fondi Gescal.
L’obiettivo è restituire alla città un bene pubblico sottratto all’uso collettivo con la violenza. Una volta ripristinato, l’immobile sarà destinato a un nucleo familiare in emergenza abitativa, secondo le graduatorie comunali. Per le istituzioni, è anche un segnale concreto contro le intimidazioni e in favore della legalità.
L’alloggio, occupato senza titolo da tempo, era stato inserito in un piano di regolarizzazione da parte del Comune di Palermo, ma poche ore prima dello sfratto esecutivo, avvenuto a ottobre, è stato distrutto e incendiato dagli stessi occupanti. Porte divelte, impianti distrutti, muri anneriti: un gesto violento, con un chiaro significato intimidatorio nei confronti dell’assessorato all’Emergenza abitativa e dell’assessore Fabrizio Ferrandelli, impegnato nella difesa del patrimonio comunale.
L’episodio ha destato allarme, ma non ha bloccato l’azione pubblica. Al contrario, ha attivato una risposta immediata e coordinata tra Comune e Regione.
Lagalla e Ferrandelli: “Palermo non arretra di fronte alle intimidazioni”
A commentare l’avvio dei lavori sono stati il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore all’Emergenza Abitativa del Comune di Palermo Fabrizio Ferrandelli, che hanno espresso il proprio apprezzamento per la prontezza dell’intervento: “Vogliamo ringraziare il presidente Renato Schifani e l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò per il sostegno e per le risorse messe a disposizione, fondamentali per restituire alla città un bene pubblico sottratto all’uso collettivo”.
“Questo intervento rappresenta un segnale chiaro – hanno continuato – Palermo non arretra di fronte alle intimidazioni. Continuiamo a fare legalità, con determinazione e responsabilità, assicurando che ogni immobile pubblico sia tutelato e rimesso a disposizione di chi ne ha davvero bisogno. Le istituzioni, quando fanno rete, dimostrano di essere più forti di qualsiasi forma di pressione o illegalità. Il Comune conferma dunque il proprio impegno a tutela del patrimonio pubblico e delle famiglie che vivono situazioni di fragilità abitativa, proseguendo con determinazione nel percorso di ripristino e trasparenza”.
Aricò: “Un forte segnale di legalità per tutta la comunità”
Anche l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, ha ribadito il significato del cantiere aperto oggi: “L’avvio dei lavori per il ripristino dell’appartamento di via Bronte a Palermo rappresenta un forte segnale di legalità. Il governo Schifani si è immediatamente impegnato per finanziare l’intervento che consentirà di riconsegnare a chi ne ha diritto e, simbolicamente, a tutta la comunità, questo immobile destinato ad alloggio popolare. L’apertura del cantiere dopo circa un mese dall’atto vandalico è anche la dimostrazione del lavoro in sinergia tra le istituzioni coinvolte: Regione e Comune di Palermo”.
Il progetto è stato reso possibile in tempi rapidi grazie alla rimodulazione di fondi Gescal, risorse storiche destinate all’edilizia residenziale pubblica, oggi impiegate per recuperare e riassegnare immobili esistenti.
“L’apertura del cantiere dopo circa un mese dall’atto vandalico – conclude Aricò – è anche la dimostrazione del lavoro in sinergia tra le istituzioni coinvolte: Regione e Comune”.






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