È stato firmato questo mattina il protocollo d’intesa tra l’Assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione della Regione Siciliana e l’organizzazione umanitaria internazionale “Life and Life Onlus”.

«Grazie a questa iniziativa – interviene l’assessore Roberto Lagalla – ci impegniamo a sostenere la promozione di campagne informative e di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne ed ogni forma di discriminazione presso gli istituti scolastici e le Università della Sicilia. Ritengo siano temi sui quali è necessario ancora fare molto, soprattutto sensibilizzando le giovani generazioni e sollecitando processi educativi a sostegno della parità di genere, dell’interculturalità e della legalità. Confido nella positiva azione di simili organizzazioni umanitarie e del supporto che l’amministrazione pubblica può dare innescando processi culturali all’insegna dell’accoglienza e della solidarietà».

«Il target dei beneficiari della “Life and Life” è costituito dalle donne e dai bambini – spiega la vicepresidente Valentina Cicirello – e la prima agenzia educativa dalla quale passare è la scuola, facendo un lavoro di rete con gli attori di questo percorso. La firma di questo protocollo con l’Assessorato regionale all’Istruzione è molto importante, perché tappa di un processo di crescita comune, che getta le base per un lavoro sinergico di cooperazione locale e internazionale. Fondamentale, poi, se pensiamo che, quando si prende in carico una donna vittima di violenza anche economica, è necessario strutturare per lei un percorso di accompagnamento all’autonomia per il quale diviene prezioso il sosteno dell’amministrazione pubblica».

La sensibilizzazione alle forme di contrasto alla violenza, di qualunque tipo, su donne e bambini, è di fondamentale importanza per i giovani in età formativa.
Conoscere meglio il fenomeno, infatti, può rivelarsi determinante per contrastarlo efficacemente.
Sono all’ordine del giorno, purtroppo, i casi di violenza e maltrattamenti nei confronti di donne e bambini, e lo confermano le tristi notizie di cronaca che non si sono arrestate nemmeno durante la fase del lockdown imposto dall’emergenza sanitaria, momento nel quale, anzi, molte donne sono state costrette a coabitare con partner o mariti violenti.