“Miseria e nobiltà” di Edoardo Scarpetta, commedia che mette in scena lo scontro fra ricchi e poveri, fra invisibili e potere sbruffone e arrogante, attraverso un umorismo grottesco e tagliente, che in mano agli attori funziona come un meccanismo a orologeria: questo lo spettacolo in programma il 21 agosto all’Anfiteatro Villa Belvedere, in via Francesco Cangialosi, 203, a Carini.
Edoardo Scarpetta è stato prodigo di trovate paradossali, amori, agnizioni, travestimenti in una trama che è assai complesso riassumere, ma che procede con ritmo incalzante, inanellando intrighi e rivelazioni, macchinazioni, inganni, “incidenti” che sembrano minacciare rovinosamente improbabili castelli di carte… «In un pianeta dove i ricchi sono sempre più ricchi, grazie ai poveri che sono sempre più poveri, non ci resta che… ridere» sostiene il regista Franco Zappalà. «E qui Franco Zappalà che ha una doppia funzione, giunge perfetto erede di quella maschera tra le maschere che appartenne a Eduardo e ai suoi epigoni. Ancora oggi, tra commedia dell’arte e tragicomica attualità, i personaggi di Scarpetta, privi di approfondimento psicologico, vivono e scatenano il buonumore e le mille possibili riflessioni che l’affresco satirico di un’intera umanità può suggerire. Un’opera comica, dunque, per anime compatibili con la risata, in attesa del miracolo».
L’appuntamento fa parte della rassegna di cinema e teatro “Anfiteatro del Golfo 2026 – Serate serene sotto le stelle!”, alla sua quinta edizione, che vede alla direzione artistica Peppuccio Pecoraro e gode anche della consulenza artistica di Padre Paolo Fiasconaro.
Biglietti a partire da 9.22 euro sul sito del Centro Kolbe o su Tickettando. Si continua il 22 agosto con Paride Benassai in scena in “Sale e Pepe”, comico viaggio nelle viscere della città di Palermo di un improbabile chef, che con la sua stravagante cucina e le sue improbabili ricette racconta l’identità popolare, partendo dal principio che la cucina è cultura commestibile. Sul palco anche Alessandra Salerno, Marcello Mandreucci, Flavia Farruggia e Luna Benassai.
Il 30 agosto la chiusura è affidata a Sergio Vespertino con “Metti che rinasco”, un irresistibile vademecum per non cadere negli stessi errori, nelle medesime ingenuità; una specie di bugiardino, come quelli che troviamo nelle confezioni dei medicinali, fitto di informazioni fondamentali, dosaggio, posologia, effetti collaterali di quella malattia da cui non riusciamo mai a guarire che si chiama vita.






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