Un gruppo di giovani in sella a scooter ha impedito che gli ambulanti installassero gli stand nel mercatino rionale in via Luigi Einaudi dello Zen a Palermo.

Si sono avvicinati ai mercatari e con fare minaccioso hanno detto che oggi non si sarebbe allestito il mercatino. Hanno fatto rispettare il diktat lanciato sui social dai figlio nel giorno dei funerali del padre Carmelo Barone, con precedenti di polizia e imputato nell’operazione Bivio.

“Giovedì mattina si terranno i funerale di nostro padre – scrivono i figli – ci scusiamo con le persone del mercato ma essendo che nostro padre e molto amato e conosciuto non si fa il mercato fatelo girare nel modo che arriva a tutti”.

E così alla fine stamani il mercato non è stato allestito e sono stati celebrati i funerali di Carmelo Barone che era stato indagato per furti e rapine. Barone era stato arrestato e scarcerato per una sparatoria avvenuto nel 2020 allo Zen. Ci fu un conflitto a fuoco fra Barone e i fratelli Letterio e Pietro Maranzano. Solo per un caso non ci furono morti. La sparatoria avviene fra le vie Ludovico Bianchini e Luigi Einaudi, la stessa zona dove oggi avrebbe dovuto svolgersi il tradizionale mercato rionale.

L’atto di accusa del deputato regionale e dei consiglieri comunali

“Oggi, come ogni giovedì, si sarebbe dovuto tenere il mercato rionale allo Zen. Invece, è successo qualcosa di incredibile: la famiglia di un soggetto già imputato per gravi reati nell’operazione Bivio ha scritto sui social che oggi non si sarebbero tenuti i mercati e di fare arrivare il messaggio a tutti”. A denunciarlo sono il deputato regionale siciliano e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera e i consiglieri comunali del gruppo Oso, Giulia Argiroffi e Ugo Forello, parlando di “un’imposizione con metodo mafioso, che si è poi configurata nell’effettivo divieto ai commercianti di montare il proprio gazebo per il mercato”. Al centro di questo caso Carmelo Barone, pluripregiudicato per rapina e furto.

“Siamo vicini a quei commercianti e non possiamo stare zitti – aggiungono gli esponenti politici che hanno denunciato il caso – La vicenda sta accadendo proprio questa mattina e per questa ragione chiediamo che le istituzioni intervengano immediatamente. Nessuno può sostituirsi allo Stato ed è assurdo come, ancora oggi, lavorare in certi quartieri sia così difficile per i commercianti perbene”, concludono La Vardera, Argiroffi e Forello.

L’assessore comunale alle attività produttive

L’assessore comunale alle Attività produttive Giuliano Forzinetti esprime “ferma condanna per quanto accaduto oggi al mercatino rionale dello Zen, dove gli operatori economici sono stati costretti a non svolgere la propria attività, con gravissime ripercussioni economiche e sociali per decine di famiglie che vivono quotidianamente del proprio lavoro”. L’assessore è andato allo Zen dopo la denuncia degli esponenti politici. “Il quadro emerso appare estremamente grave e preoccupante e non può essere sottovalutato. Per tale ragione, d’intesa con il sindaco, provvederemo a trasmettere una segnalazione alle autorità competenti affinché venga fatta piena luce sull’accaduto, verificando eventuali responsabilità e accertando ogni circostanza che abbia impedito il regolare svolgimento del mercato”.

Il sindaco Roberto Lagalla

“Quanto accaduto oggi tra Sferracavallo, Tommaso Natale e lo Zen rappresenta un segnale grave che non può e non deve essere sottovalutato. Le intimidazioni ai danni di attività commerciali, così come ogni forma di condizionamento mafioso della vita economica e sociale dei quartieri, trovano la mia più ferma condanna personale e quella dell’intera amministrazione comunale. Gli episodi registrati a Sferracavallo si inseriscono in un quadro che desta forte preoccupazione e che richiama tutti, istituzioni e comunità civile, a mantenere alta l’attenzione. Come ho già avuto modo di dire nei giorni scorsi, esistono elementi concreti che fanno pensare a una recrudescenza di dinamiche criminali riconducibili a una matrice mafiosa, rispetto alle quali lo Stato e tutte le sue articolazioni devono continuare a garantire una presenza forte, costante e visibile sul territorio.
Ai titolari e ai lavoratori delle attività colpite desidero esprimere la mia vicinanza concreta e quella del Comune di Palermo. Nessuno deve sentirsi solo davanti a intimidazioni e minacce. L’amministrazione comunale continuerà a collaborare pienamente con la Prefettura, con la magistratura e con le forze dell’ordine affinché vengano individuati al più presto i responsabili e venga garantita sicurezza agli operatori economici e ai cittadini.

Altrettanto grave è quanto avvenuto oggi allo Zen, dove alcuni ambulanti sono stati costretti a non svolgere il consueto mercato rionale a causa di pressioni e imposizioni inaccettabili per permettere il funerale di un pregiudicato. Nessuno può pensare di sostituirsi allo Stato o di esercitare forme di controllo sulle attività commerciali e sulla vita di un quartiere. Si tratta di comportamenti che colpiscono lavoratori onesti e famiglie che vivono del proprio impegno quotidiano e che hanno invece bisogno di legalità, tutela e opportunità.

Per questa ragione, il Comune trasmetterà una segnalazione alle autorità competenti affinché venga fatta piena luce sull’accaduto. Saremo al fianco dei commercianti e degli ambulanti coinvolti, perché Palermo non può arretrare davanti a chi tenta di imporre paura e silenzio. La risposta deve essere unitaria, ferma e fondata sulla presenza delle istituzioni, sulla difesa del lavoro e sull’affermazione della legalità”.

Lo ha detto il sindaco Roberto Lagalla.