Un pregiudicato avrebbe continuato a perseguire e minacciare la ex fidanzata con atti persecutori. Per questo motivo gli agenti del commissariato di Piazza Armerina, nell’Ennese, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari – emessa dal Gip di Enna su richiesta della Procura della Repubblica – nei confronti dell’uomo.

La vittima subiva da mesi episodi persecutori

La presunta persona offesa, da alcuni mesi, avrebbe subito pericolose condotte persecutorie da parte dell’uomo che non accettava la volontà della donna di non proseguire più la loro relazione.

Vista la pericolosa escalation degli eventi persecutori che l’uomo avrebbe attutato, che si sarebbero concretizzati, nelle ultime settimane, nel perseguitare la presunta persona offesa. La donna ha trovato il coraggio di rivolgersi alla Polizia di Stato per denunciare i fatti. L’uomo avrebbe ricercato la sua ex, l’avrebbe assillata con continue telefonate e/o messaggi di vario genere, e minacciata la sua incolumità e quella dei suoi familiari, nello screditare la reputazione contattando le persone a lei vicine e, in ultimo, nel minacciarla anche di deturparle il viso.

Le indagini svolte dal personale in servizio presso il commissariato di Piazza Armerina, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Enna, nel rispetto delle linee guida in materia di reati del Codice Rosso, hanno consentito di delineare un preciso e circostanziato quadro indiziario in ordine al reato attribuito all’uomo.

La misura cautelare emessa ieri

Il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Enna nella giornata di ieri ha emesso la misura cautelare personale degli arresti domiciliari che, nelle ore immediatamente successive, è stata eseguita dagli stessi investigatori della Polizia di Stato nei confronti dell’indagato in provincia di Palermo.

L’attenzione della polizia di Stato per i “reati di genere” rimane sempre alta e si invitano le vittime di tali reati a denunciare tempestivamente le patite condotte persecutorie e/o maltrattanti per attivare le necessarie procedure di tutela delle stesse.

Sapere di poter contare su poliziotti capaci e con un profondo senso del dovere, consente alle donne vittima di violenza di non sentirsi sole, così da convincere ogni singola vittima di violenza ad uscire dal silenzio e poter neutralizzare le minacce che ogni giorno si manifestano tra le mura domestiche.