“Il tentativo del governo nazionale di utilizzare anche i fondi comunitari delle regioni del Sud, ossia le risorse destinate dall’Unione europea per progetti strutturali e non ancora impiegate, è da stigmatizzare fortemente. E questo nella consapevolezza della estrema gravita’ della situazione che, sotto il profilo sanitario ed economico-produttivo, si è venuta a creare e del dovere della massima solidarietà tra i territori”. Così Saverio Romano, Presidente Osservatorio Mezzogiorno dell’Eurispes

“La necessità di reperire liquidità a sostegno dell’occupazione, delle categorie produttive, delle imprese, delle famiglie e del sistema Paese, non e’ in discussione, ma è assurdo e illogico privare il Meridione dell’unica opportunità di cui dispone sotto il profilo finanziario per risollevarsi da una condizione generale di grave handicap che verrà ulteriormente amplificata dal dramma che oggi viviamo con la pandemia da Coronavirus – prosegue -. Positivo il giudizio sulla deroga che la UE ha concesso all’Italia sul patto di stabilità ma la ricognizione che viene sollecitata per un rimodulazione dei fondi strutturali regionali al fine di sovvenzionare la crisi odierna significa condannare il Mezzogiorno e in modo inevitabile al sottosviluppo, alla marginalità e alla povertà per i prossimi decenni. Il Sud del Paese subisce già la pesantezza di squilibri inaccettabili sul fronte degli investimenti in infrastrutture materiali e immateriali, e nel sistema dei trasporti e dei collegamenti. Banche e sistema fiscale rivestono, in questo contesto, un ruolo chiave: servono provvedimenti adeguati su tasse e agevolazioni, risposte in tempi brevi e tangibili sul credito al sistema imprenditoriale e soluzioni che diano ristoro alle categorie più esposte come quella delle partite Iva, dei liberi professionisti, degli imprenditori, del commercio, della piccola e media impresa, del terziario. Sono quei soggetti che, con il blocco economico, dovranno sopportare i maggiori oneri, in special modo se operano al Sud”.

E sull’utilizzo dei fondi europei si è peraltro espresso anche il M5S: “Non capisco, Provenzano è ancora il ministro per il Sud? Come può chiedere di attingere ai fondi europei delle regioni del Mezzogiorno, e in particolar modo della Sicilia, per finanziare gli interventi dell’emergenza in corso?”: se lo chiede il deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Luigi Sunseri, definendo la proposta del ministro di riprogrammare i fondi europei (Por e Pon) non spesi “inaccettabile, un vero scippo alla Sicilia, un’iniziativa che potrebbe costare cara a tutto il Sud”, mentre piuttosto, per il deputato “la Sicilia ha estremo bisogno di investimenti pubblici, la Regione Siciliana si deve attivare per riprogrammare e spendere il prima possibile le risorse, perché domani è già tardi”.

“Ho scritto una nota al ministro Provenzano – dice Sunseri – per fargli meglio comprendere la situazione della Sicilia nella gestione dei fondi comunitari. La Commissione europea, nelle sue ultime note, è chiarissima: si possono già riprogrammare le risorse, assegnate e non spese, reindirizzandole verso gli investimenti necessari al sistema sanitario, alla piccola imprenditoria, e al sociale, per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Questa riprogrammazione la può fare l’amministrazione titolare del piano, e nel nostro caso è la Regione, re-impiegando le risorse nel territorio regionale e quindi non snaturando la natura stessa dei Por”.

Sunseri sottolinea che “la Commissione europea ha concesso all’Italia di rimodulare con procedure straordinarie la spesa dei fondi europei e di utilizzare queste ingenti somme nei confronti di imprese, lavoro, comuni e salute, tutti settori cruciali per la nostra terra. In pratica riusciamo ad ottenere il via per spendere le risorse stanziata da qui al 2023 per l’emergenza sanitaria e per le imprese siciliane e la Regione ci rinuncia? Anche questo sarebbe inaccettabile”.

“Esempio su tutti – dice ancora Sunseri – l’obiettivo OT1 (Ricerca e Sviluppo) può destinare, in deroga, le proprie somme ad investimenti nella sanità. Settore cruciale in questo momento. Ma si può continuare con l’OT9, inclusione sociale, e con l’OT3, competitività piccole e medie imprese. Diamo soldi per investimenti ai Comuni per far ripartire l’economia locale, aiutiamo le aziende a rilanciarsi. Non togliamo risorse alla Sicilia con la promessa di ridarle nella prossima programmazione. Non siamo nelle condizioni di poter attendere”, conclude il deputato M5S.