Si passano al setaccio i documenti e si segue la pista dei soldi nell’inchiesta romana che vede coinvolto il sottosegretario alle infrastrutture del governo gialloverde Armando Siri, accusato dai magistrati capitolini di corruzione.

Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal Pm Mario Palazzi, dovranno analizzare i bilanci delle società dell’imprenditore ligure Franco Paolo Arata, il presunto corruttore e i file presenti in una serie di pc acquisiti durante le perquisizioni di giovedì.

All’attenzione degli investigatori anche i telefoni di Arata oltre ai flussi bancari e dei conti correnti: obiettivo di chi indaga è cercare di ricostruire i rapporti che l’imprenditore, oltre che con il sottosegretario alle Infrastrutture, ha avuto con pezzi della politica e delle istituzioni.

Intanto, parallelamente, la Procura di Palermo sta ricostruendo il complesso reticolo societario che univa l’imprenditore dell’eolico Vito Nicastri proprio ad Arata. Quest’ultimo, secondo gli inquirenti, era a conoscenza dell’indagine a carico di Nicastri per concorso esterno in associazione mafiosa, e continuava a incontrarlo e parlarci nonostante questi fosse ai domiciliari.

L’inchiesta di Palermo riguarda anche funzionari regionali e coinvolge, nella polemica etico politica, anche l’assessore al Alberto Pierobon.La Procura di Palermo sentirà anche esponenti di rilievo dellapolitica locale

I due erano soci nella Solcara srl e nella Etnea srl, imprese titolari di 16 impianti per la produzione di energia da fonte eolica nella provincia di Trapani e nella Solgesta srl, società partecipata interamente dalla Solcara, che sta sviluppando nelle province di Trapani e Siracusa due progetti per la realizzazione di impianti di energia elettrica e bio gas utilizzando rifiuti organici.

Mentre l’inchiesta fa passi avanti il difensore di Arata, l’avvocato Gaetano Scalise, ha avuto un incontro con i magistrati inquirenti e ha annunciato il ricorso al tribunale del Riesame. Non è escluso, però, che nelle prossime settimane Arata chieda di essere ascoltato dai titolari del filone di indagine arrivato a Roma per competenza da Palermo.

Sul fronte politico non si scompone Matteo Salvini che ha incontrato il suo sottosegretario indagato “È tranquillo lui e sono tranquillo io” ha confermato il Vice Premier dopo aver parlato con il sottosegretario Siri.