La memoria di Filippo Salvia affidata non soltanto al ricordo dei suoi allievi, ma all’attualità delle sue intuizioni sul diritto, sull’ambiente e sul governo delle città. È stato questo uno dei fili conduttori della prima giornata del convegno “Rigenerazione urbana e sostenibilità ambientale. Prospettive e criticità”, che ha portato nella Basilica Abbaziale di San Martino delle Scale, a Monreale, esponenti di primo piano della magistratura, delle università e delle istituzioni.
Un appuntamento promosso dalla Fondazione Giuseppe Benedetto Dusmet per ricordare il giurista e docente dell’Università di Palermo attraverso il confronto sui temi ai quali aveva dedicato una parte importante della propria attività scientifica. L’Università di Palermo ricorda Salvia come un “Maestro del diritto urbanistico”, autore di contributi che spaziarono dalla programmazione economica ai profili giuridici dell’inquinamento e protagonista anche delle istituzioni: dal 2004 al 2010 fu componente laico della sezione giurisdizionale del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana.
Magistratura, università e istituzioni nel ricordo di Salvia
La prima giornata ha dato la misura del rilievo assunto dall’iniziativa. Tra i protagonisti Antonio Balsamo, presidente della Corte d’Appello di Palermo, e Fabio Taormina, presidente della II sezione del Consiglio di Stato, intervenuti nella sessione pomeridiana moderata dal professore Nicola Gullo. Con loro, tra gli altri, Edoardo Giardino, Lorenzo Saltari, Marco Mazzamuto, Gaetano Armao, Valentina Giomi e Cristiano Bevilacqua.
La mattinata era stata aperta dai rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico, tra i quali Massimo Midiri, rettore dell’Università di Palermo, Giampaolo Frezza, professore della LUMSA, Ermanno De Franscisco, presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, ed Emanuele Boscolo, presidente dell’Associazione Italiana di Diritto Urbanistico.
Un parterre al quale si sono aggiunti studiosi provenienti da numerosi atenei italiani. L’iniziativa riunisce infatti docenti, magistrati e rappresentanti istituzionali attorno alla rigenerazione urbana e alla sostenibilità ambientale, trasformando la commemorazione di Salvia in un’occasione di confronto scientifico sui problemi contemporanei del territorio.
Gullo: “Salvia ci ha lasciato un metodo per leggere il presente e prevedere il futuro”
A restituire la dimensione più personale e, nello stesso tempo, scientifica del convegno sono state anche le testimonianze di due allievi di Filippo Salvia, raccolte nelle video interviste realizzate durante la giornata: il professor Gullo e l’avvocato Giovanni Immordino.
Per Gullo, Salvia è stato innanzitutto un maestro del diritto amministrativo e urbanistico, capace di leggere le trasformazioni legislative mentre stavano avvenendo e di collocarle dentro una visione più ampia, coerente con i valori costituzionali.
La sua eredità, secondo Gullo, non consiste quindi soltanto negli studi e nelle elaborazioni giuridiche lasciate agli allievi. È soprattutto un metodo di indagine, utile per comprendere il presente e provare ad anticipare le trasformazioni future.
Una caratteristica che rende il pensiero di Salvia particolarmente attuale proprio di fronte alle nuove esigenze di governo delle città e del territorio.
Rigenerare non significa soltanto ricostruire
È su questo terreno che Gullo lega l’insegnamento del maestro alla rigenerazione urbana. Una rigenerazione che non può ridursi alla riqualificazione fisica degli edifici o degli spazi pubblici.
La sfida, nella lettura proposta durante il convegno, è recuperare anche la dimensione sociale e culturale dei luoghi, dalle periferie ai centri storici fino ai piccoli borghi, costruendo relazioni che superino i confini amministrativi e mettano in connessione le grandi aree urbane con i centri minori.
Una prospettiva che sposta, quindi, il tema dalla semplice trasformazione edilizia a quello della qualità complessiva della vita urbana e delle comunità.
Nel ricordo di Gullo trova spazio anche un tratto meno accademico di Salvia: la sua sensibilità artistica e culturale. Da qui assume un significato particolare anche la scelta di San Martino delle Scale come luogo del convegno e il lavoro di recupero e valorizzazione portato avanti dalla Fondazione Dusmet.
Immordino: quelle intuizioni sull’ambiente arrivate prima delle nuove norme
È soprattutto sul rapporto fra diritto e tutela ambientale che si concentra invece la testimonianza dell’avvocato Giovanni Immordino, presidente dell’Associazione Avvocati Amministrativisti della Sicilia.
Anche Immordino parla di Salvia come del proprio maestro e ricostruisce la distanza che separa la concezione dell’ambiente di quarant’anni fa da quella attuale.
Secondo Immordino, alcune delle elaborazioni sviluppate da Salvia hanno contribuito a costruire quella cultura giuridica dalla quale sono maturati nel tempo principi come il riuso del patrimonio esistente e il contenimento del consumo di suolo.
Una capacità di anticipazione che Immordino mette in relazione anche con il percorso che molti anni dopo avrebbe portato l’ambiente direttamente dentro la Costituzione.
“La burocrazia non era ancora pronta”
Nel racconto di Immordino emerge anche il Salvia più personale. Un maestro dotato di ironia, capace di guardare con disincanto alla distanza che spesso separa l’elaborazione giuridica dalla capacità dell’amministrazione di trasformarla in pratica.
Salvia, ricorda il suo allievo, riteneva che la burocrazia non fosse ancora pronta ad accogliere fino in fondo alcune di quelle innovazioni.
A distanza di anni, il quadro è profondamente cambiato. L’ambiente è entrato esplicitamente fra i principi fondamentali della Costituzione e il rapporto tra sviluppo, territorio, attività economica e sostenibilità è diventato uno dei nodi centrali dell’azione pubblica.
Per Immordino proprio questa evoluzione consente di guardare con maggiore fiducia al futuro e assegna agli insegnamenti di Salvia, e al lavoro della Fondazione che ne custodisce anche la memoria, un valore che va oltre la commemorazione: trasmettere alle nuove generazioni strumenti culturali e giuridici per dare concreta attuazione ai nuovi principi ambientali.
Il convegno prosegue nella seconda giornata
Dopo le sessioni scientifiche, la prima giornata è proseguita con la visita al complesso abbaziale e il concerto della Cappella Musicale Martiniana.
Il convegno continua oggi, sabato 3 ottobre, con la seconda sessione presieduta e moderata da Salvatore Raimondi, alla quale partecipano Gabriella De Giorgi Cezzi, Paolo Conversi, Francesco Cancilla, Marco Ragusa, Caterina Ventimiglia, Giulia Torta e Francesco Giacalone. Le conclusioni sono affidate al professore emerito Guido Corso, dell’Università Roma Tre.






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