L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Palermo ha deciso di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento giudiziario legato al caso dello studio dentistico abusivo scoperto a Cefalà Diana, nel Palermitano. Una scelta netta, che punta a tutelare la salute dei cittadini e la dignità della professione odontoiatrica, dopo quanto emerso nei giorni scorsi durante un’operazione delle forze dell’ordine.

A renderlo noto sono Toti Amato, presidente dell’Omceo Palermo, e Mario Marrone, presidente della Commissione Albo Odontoiatri (Cao), entrambi componenti del direttivo nazionale della Fnomceo: “A tutela dei cittadini e della dignità professionale di tutti gli odontoiatri abbiamo incaricato il nostro legale, Mauro Torti, di procedere alla costituzione di parte civile dell’Ordine dei medici di Palermo nell’eventuale procedimento giudiziario a carico dell’odontotecnico scoperto a Cefalà Diana mentre era impegnato nel presunto esercizio abusivo della professione di odontoiatra nella sua abitazione, adibita a studio”.

Il blitz dei carabinieri e del Nas nei giorni scorsi

La decisione dell’Ordine arriva dopo il sequestro di uno studio odontoiatrico abusivo, avvenuto nei giorni scorsi a Cefalà Diana. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della stazione di Villafrati, con il supporto dei militari del Nas di Palermo. I controlli sono scattati a seguito di un insolito via vai di persone da un’abitazione privata, circostanza che ha insospettito i militari.

L’ispezione igienico-sanitaria e amministrativa ha chiarito il quadro. All’interno dell’abitazione era stato allestito uno studio dentistico improvvisato, completamente privo di autorizzazioni. Il titolare, un odontotecnico di 59 anni, è stato denunciato per esercizio abusivo della professione di odontoiatra.

Secondo quanto accertato, l’uomo non era in possesso della laurea in odontoiatria, ma solo di un diploma di maturità professionale. Nonostante questo, eseguiva prestazioni odontoiatriche in assenza totale di autorizzazioni sanitarie, senza rispettare i protocolli di igiene e sanificazione previsti dalla legge.

Durante il controllo, i carabinieri hanno trovato quattro pazienti nel soggiorno-cucina dell’abitazione, utilizzato come sala d’attesa. In un altro vano, adibito ad ambulatorio, l’indagato stava operando su un’anziana paziente.

All’interno dello studio sono stati rinvenuti macchinari per la pulizia orale, una lampada fotodurente, varie attrezzature odontoiatriche e ferri chirurgici, tutti privi di sigilli e senza alcun trattamento di igienizzazione. Un contesto che, secondo gli inquirenti, esponeva i pazienti a rischi concreti per la salute.

“Un rischio grave per i cittadini e per la professione”

Per l’Ordine dei Medici di Palermo, quanto emerso a Cefalà Diana rappresenta un caso emblematico di abusivismo odontoiatrico, un fenomeno che continua a destare forte preoccupazione. “Casi come questo rappresentano un grave rischio per la salute dei cittadini e un danno profondo alla credibilità della professione odontoiatrica – proseguono i presidenti –. L’esercizio abusivo dell’odontoiatria espone i pazienti a pericoli concreti, come dimostrato dall’ispezione che ha accertato l’assenza della laurea in odontoiatria e lo svolgimento di prestazioni senza autorizzazioni sanitarie, senza protocolli di igiene e senza alcuna garanzia di sicurezza”.

Secondo l’Omceo, la costituzione di parte civile non è solo un atto formale, ma un segnale forte contro ogni forma di illegalità in ambito sanitario. Nel ringraziare le forze dell’ordine e il Nas per l’attività di controllo e vigilanza sul territorio, l’Ordine dei Medici ha poi lanciato un appello diretto ai cittadini, invitandoli a prestare la massima attenzione quando si affidano a un professionista. “L’Ordine ringrazia le forze dell’ordine e il Nas per l’attività di vigilanza e controllo, invitando i cittadini a verificare sempre che il medico-odontoiatra a cui ci si affida sia regolarmente iscritto all’albo professionale e a rivolgersi esclusivamente a strutture autorizzate, a tutela della propria salute”.