“E’ un momento molto importante per dimostrare con la dignità che ci contraddistingue, il nostro ESSERCI, il nostro volere VIVERE in un mondo equo e civile”. Tra due giorni scenderanno in piazza per l’ennesima volta, certi che “il nostro silenzio tuonerà più delle nostre urla”.

Sono i disabili siciliani senza assistenza riuniti nel comitato #siamohandicappatinocretini voluto dai fratelli Alessio e Gianluca Pellegrino che insieme ad altri disabili portano avanti una vera e propria battaglia contro il governo regionale per ottenere ciò che gli spetta di diritto, ovvero una esistenza dignitosa.

Lo stesso governo regionale che sembra aver scoperto soltanto adesso che i disabili esistono, che gioca allo scaricabarile, che sciorina cifre e numeri, che approva provvedimenti tampone.
Come quello del Fondo da 36 milioni, che i diretti interessati reputano del tutto insufficiente e che di certo non potrà garantirgli l’assistenza H24 della quale moltissimi di loro necessitano. Certo, la delusione è tanta ma nessuna di queste persone ha intenzione di arrendersi.

“Le affermazioni di alcuni politici di grande esperienza ci lasciano quantomeno perplessi. Hanno declamato la loro ‘supercazzola contabile’. Noi abbiamo nel cuore una grande disperazione ma per fortuna ci è rimasta la competenza per capire e per leggere le carte”.

A dirlo è Giuseppe Catalano, portavoce di Alessio e Gianluca, e di centinaia di disabili che stanno facendo fronte comune.
Il riferimento è alle recenti interlocuzioni con il governo regionale, e Catalano, che di numeri ne capisce, spiega: “E’ come se avessero raschiato il fondo di due cassetti mettendo il contenuto in un terzo. Ci hanno proposto come novità il Fondo nazionale sanitario da 408 milioni che esiste da tempo. Di certo, quelle approntate da loro non sono soluzioni”.

Alla manifestazione di mercoledì, che si aprirà con una marcia, ribattezzata “per la dignità”, dalla cattedrale a piazza indipendenza, tanti hanno dato appoggio ed adesione: il Coordinamento H, il Forum del III Settore, la Pastorale diocesana Disabili, Confcommercio. Molte le associazioni di volontariato e del mondo della cultura presenti. Ci sarà anche Pif – già protagonista del duro faccia a faccia con Crocetta – e chiunque voglia spendersi per una giusta causa, perché, come ricordano Alessio e Gianluca “la disabilità può colpire tutti quando meno ce lo aspettiamo, così TUTTI assieme dimostriamo e dimostriamoci che #SiamoHandicappatiNoCretini”.
Moltissimi i parroci che ieri hanno invitato i fedeli presenti nelle loro chiese a partecipare alla manifestazione distribuendo l’apposito volantino.

Data la gravità delle condizioni di salute, sono numerosi i disabili che vorrebbero essere in piazza ma non potranno farlo. Al posto loro ci saranno amici, genitori e parenti, coloro che li assistono giorno e notte ininterrottamente, spesso senza alcun aiuto.

Porteranno le loro carrozzine, vuote con un cartello attaccato: “Io sto troppo male per essere qui”.
Alla manifestazione ci saranno anche Maria Intagliata, paraplegica come il marito e con una figlia disabile e di cui BlogSicilia vi ha raccontato la storia e lo statistico tetraplegico Giovanni Cupidi, attivista dei diritti dei disabili, nominato da Crocetta coordinatore di una fantomatica cabina regionale per la disabilità (sorge il sospetto che fosse un ‘contentino’) che non è mai partita, tanto che Giovanni si è dimesso dal suo ruolo.

Ci sarà anche Margherita, la mamma di Gabriele, un adolescente di 13 anni dolcissimo che ha bisogno che qualcuno stia al suo fianco ogni istante della sua complicata e coraggiosa esistenza.
Per lei bisogna intervenire al più presto per “stilare i piani personalizzati di vita. E poi – aggiunge – il governo vorrebbe fare distinzione tra disabili gravi e gravissimi, per me la disabilità è unica”.

Suo figlio, ad esempio, costretto in carrozzina, necessita persino di qualcuno che lo imbocchi altrimenti non riesce a mangiare. E Margherita, deve lottare pure contro le leggi ed i formalismi. Qualche settimana fa Gabriele è stato molto male e costretto al ricovero: ebbene, la sua mamma ha chiesto che l’assistente che la aiuta in casa ad accudire il piccolo potesse raggiungerla in ospedale. Le è stato risposto che non era possibile perché l’assistente “può andare solo dove c’è il domicilio fiscale del disabile”.

Storie, insomma, di ordinaria ingiustizia che dovrebbero indignare l’intera società civile.