Il riconoscimento della condizione di insularità per la Sicilia e la Sardegna, come già stabilito nel 2016, per risolvere anche il problema delle tariffe dei trasporti, l’istituzione della Macroregione europea del Mediterraneo occidentale e della Zona speciale d’impresa, che garantisca vantaggi economici per le aziende, insieme ad un’alleanza su obiettivi tra le Regioni del Sud, attraverso i fondi europei, alla tutela dell’agricoltura e dell’ambiente.

Sono questi i punti salienti del programma per le Europee di maggio presentato da “Siciliani verso la Costituente”. Con un’anomalia rispetto alla quotidianità della campagna elettorale, in quanto il movimento non ha candidati né liste propri.

“Siciliani verso la Costituente, movimento sicilianista che lavora ala costruzione di una grande forza popolare post ideologica, con al centro dei propri interessi la difesa del territorio e delle sue popolazioni, nato nello scorso ottobre, è già radicato sul territorio ma non ha velleità di poltrone e prebende – spiega Salvo Fleres, coordinatore nazionale – Ci interessa di più ottenere risultati concreti per i Siciliani ed ecco perché il nostro Consiglio nazionale ha deciso di proporre a tutti i candidati siciliani al Parlamento europeo, senza attenzione alle appartenenze né ai simboli, un programma, tutt’altro che virtuale, in linea con le nostre idee.

D’altra parte, la piena valorizzazione delle risorse materiali ed immateriali di cui il territorio siciliano dispone, finora non attuata per responsabilità di tutti, non può che essere primaria per ciascun candidato, quale che sia la lista che lo accoglie.

Se lo vorranno, gli aspiranti eurodeputati siciliani sottoscriveranno il programma insieme a noi, impegnandosi, se eletti, a lavorare per l’attuazione dei punti che lo compongono e a riferire sui progressi in periodici appuntamenti pubblici” conclude Fleres.

Questo il testo integrale del programma:

“Anche se i pochi mesi trascorsi dalla sua nascita non consentono di presentare liste o candidati, “Siciliani verso la costituente”, Movimento politico che lavora alla costruzione in Sicilia di una grande forza popolare post ideologica, con al centro dei propri interessi la difesa del territorio e delle sue popolazioni, ha ritenuto utile per l’appuntamento europeo scrivere il proprio programma elettorale da offrire al dibattito, senza pregiudiziali partitiche. I punti scelti riguardano la piena valorizzazione delle risorse materiali ed immateriali di cui il territorio siciliano dispone, nei riguardi delle quali scelte sbagliate, ma anche responsabilità interne, hanno impedito il loro pieno dispiegarsi. L’interesse dei Siciliani appare oggi sempre più legato a fattori connessi a processi di sviluppo nei quali è centrale il ruolo delle varie Istituzioni europee, motivo per cui, a chi si candida in Sicilia a ricoprire il ruolo di deputato al Parlamento di Bruxelles, proponiamo di esprimersi sul memorandum di seguito esplicitato per assumere, se lo ritiene, “un impegno formale” a sostenere il raggiungimento degli obiettivi indicati.
I sottoscrittori di questa “linea guida”, se eletti, dovranno impegnarsi non solo ad operare di conseguenza, ma a riferire semestralmente, in appositi appuntamenti pubblici che il nostro Movimento organizzerà in Sicilia, su lavoro svolto, gli obiettivi raggiunti, ovvero sulle criticità registrate.
Ciò premesso, “Siciliani verso la Costituente” ritiene di suggerire i seguenti obiettivi:

1) Il riconoscimento della condizione di insularità per la Sicilia e la Sardegna, in esecuzione di quanto già stabilito dal Parlamento europeo nel febbraio 2016, con l’approvazione della risoluzione riguardante tale status, in applicazione all’articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell’Unione, in materia di condizioni di svantaggio per le regioni insulari, fino ad oggi senza riscontro, a partire dall’annoso tema delle tariffe per il trasporto aereo, ferroviario e marittimo. Tale reale riconoscimento consentirebbe di destinare specifiche risorse finanziarie, a titolo compensativo, per gli svantaggi connessi all’insularità, oltre al superamento del prodotto interno lordo, quale unico indicatore per determinare le quote di finanziamento.
2) La nascita della Macroregione Europea del Mediterraneo Occidentale, anche attraverso una serie di iniziative pubbliche, che mettano in relazione mondo accademico, professionisti, imprenditori e rappresentanti delle Istituzioni. Si potrà costruire così, un network territoriale, tra globale e locale, in cui la Sicilia dovrebbe rappresentare uno dei motori propulsori, assieme a Regioni come la Catalogna, la Corsica, l’Andalusia e, naturalmente, le altre del nostro Mezzogiorno, a cominciare dalla Sardegna, dalla Calabria e dalla Campania.
3) Una scelta verso l’attuazione di un criterio di ripartizione del gettito tributario connesso al momento e al luogo della realizzazione del presupposto d’imposta, a prescindere dagli aspetti procedurali relativi alla riscossione, come previsto nell’art. 37 dello Statuto siciliano.
4) Conferimento alla Sicilia dello status di “regione ultraperiferica”, aggiungendosi alle altri undici regioni degli Stati membri, in cui il diritto dell’Unione europea si applica, ma dove si possono applicare deroghe per tener conto della loro “situazione socioeconomica strutturale”.
5) La rivendicazione della autorizzazione di una Zona speciale d’impresa per tutta l’isola, così da garantire una serie di benefici e vantaggi economici per le aziende che intendono ivi localizzarsi e operare.
6) La creazione di normative atte a favorire la tutela del territorio e dell’ambiente e dal danno alla salute anche inserendo l’obbligo della VIS (valutazione di impatto sanitario) e la promozione delle produzioni tipiche anche attraverso la loro assoluta tracciabilità, al fine di impedire frodi ai danni dei produttori e dei consumatori .
7) L’impegno a rendere compatibile con le normative Europee un reale ed economicamente sostenibile collegamento aereo, navale, ferroviario e viario tra la Sicilia, i vari Paesi europei ricostruendo una direttrice sud-nord che veda la Sicilia naturale approdo delle grandi navi che guidano il commercio mondiale, da oriente ad occidente, da Suez a Gibilterra, con la conseguente indispensabile costruzione del ponte sullo stretto di Messina e la strutturazione dei porti siciliani e delle infrastrutture ferroviarie e viarie.
8) Lavorare politicamente per avvicinare le rappresentanze parlamentari del meridione e della Sicilia in modo da far ridiventare centrale il Mezzogiorno nell’agenda politica europea.
9) Scegliere una linea strategica per una nuova politica meridionalista, attraverso una forte alleanza su obiettivi tra le Regioni del Sud, puntando sulla utilizzazione dei fondi europei con un’unitaria strategia di sviluppo, quale elemento di unificazione degli interessi delle regioni meridionali.
10) Individuare un percorso compensativo, di natura economica e sociale, in grado di accelerare il miglioramento delle condizioni di vita nella regione, anche attraverso la proposta di eventuali necessarie modifiche statutarie legate al perfezionamento dei rapporti con l’U.E.

Infine i parlamentari eletti in Sicilia dovranno moralmente impegnarsi a ritenere prioritari gli interessi del territorio e delle sue popolazioni anche rispetto alle indicazioni “romane” o “milanesi” dei partiti a cui appartengono”.