Una prima risposta per frenare un’escalation criminale che rischiava di gettare il territorio nel caos. La scorsa notte, polizia e carabinieri hanno eseguito otto provvedimenti di fermo di indiziato di delitto a Palermo. L’operazione, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, mira a contrastare la violenta scia di intimidazioni, spari e richieste estorsive che dal novembre 2025 sta colpendo i quartieri della zona nord della città, in particolare quelli ricadenti nel mandamento mafioso di Tommaso Natale e San Lorenzo.
I nomi dei fermati
Questi i nomi dei fermati: Massimo Gioè, 41 anni; Riccardo Civiletti, 25 anni; Danilo D’Ignoti, 38 anni; Dionisio Mineo, 35 anni; Rosario Piazza, 20 anni; Davide Carcione, 25 anni; Salvatore Modica, 19 anni; Samuel D’Acquisto 21 anni.
Le intimidazioni a colpi di kalashnikov e con le bottiglie di benzina
Gli investigatori della squadra mobile di Palermo hanno assestato un duro colpo ai clan eseguendo quattro fermi per tentata estorsione e tentato omicidio, reati aggravati dal metodo mafioso. I provvedimenti nascono da una serie di ritorsioni incrociate avvenute tra aprile e maggio.
La ricostruzione degli inquirenti ha svelato uno scenario da guerriglia urbana. Nella notte tra il 29 e il 30 aprile 2026, due degli odierni indagati, con il volto coperto, hanno esploso diverse raffiche di kalashnikov contro un’abitazione in via Don Minzoni. La reazione non si è fatta attendere: nel pomeriggio del 30 aprile, i familiari della vittima dell’estorsione hanno organizzato un vero e proprio agguato armato per uccidere uno dei responsabili dell’attacco notturno. Gli altri due soggetti fermati in queste ore avrebbero fatto da autisti a bordo di due scooter, accompagnando i due tiratori che erano già stati arrestati in precedenza per lo stesso episodio.
Il furto dell’auto e l’attentato incendiario all’autolavaggio
Un secondo filone dell’indagine, condotto dai poliziotti del commissariato Palermo San Lorenzo, ha portato al fermo di due giovani gravemente indiziati di furto pluriaggravato. Secondo gli accertamenti investigativi, i due avrebbero rubato un’autovettura lo scorso 12 marzo all’interno del parcheggio di un centro commerciale della città.
Il mezzo è stato successivamente utilizzato, nella notte del 28 marzo 2026, da altri soggetti ancora in corso di identificazione. L’auto è servita per mettere a segno un grave attentato incendiario ai danni dell’autolavaggio annesso a un distributore di carburanti in via Lanza di Scalea, confermando la capillarità e la violenza della strategia intimidatoria sul territorio.
Bottiglie di benzina e biglietti estorsivi a Sferracavallo
L’azione di contrasto ha visto in prima linea anche i carabinieri del comando provinciale di Palermo, che hanno bloccato due giovani accusati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. La loro attività criminale si era concentrata a Sferracavallo e nel vicino comune di Isola delle Femmine, seminando il panico tra i commercianti della zona.
I due indagati avrebbero posizionato davanti alle saracinesche di ben otto attività commerciali altrettante bottiglie contenenti liquido infiammabile. Accanto alle bottiglie di benzina veniva lasciato un foglio di carta con una richiesta perentoria e immediata di 5.000 euro per poter continuare a esercitare l’attività. L’intervento delle forze dell’ordine ha interrotto quella che per i commercianti locali si stava trasformando in una morsa insostenibile.
Schifani chiama Piantedosi: “Brillante risposta dello Stato”
“Ho appena chiamato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per congratularmi personalmente per la brillante operazione antimafia condotta stamattina. Esprimo inoltre il mio più sincero apprezzamento al procuratore della Repubblica di Palermo Maurizio de Lucia, alla Polizia di Stato e all’Arma dei Carabinieri per il lavoro svolto, che ha portato al fermo dei presunti responsabili della grave escalation criminale che ha colpito il territorio palermitano negli ultimi mesi. L’azione tempestiva e coordinata dello Stato conferma la determinazione nel contrastare ogni forma di violenza e intimidazione mafiosa” fa sapere il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
“Riconfermo – prosegue – la mia vicinanza e la piena solidarietà all’imprenditore Tommaso Dragotto, ancora una volta bersaglio di atti criminali inaccettabili. A lui e a tutti gli imprenditori che operano nel rispetto della legalità va il sostegno delle istituzioni. La Sicilia onesta non si lascia intimidire e continuerà a difendere con fermezza chi investe, crea lavoro e contribuisce alla crescita del nostro territorio”.






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