Giorni fa l’appello video su facebook di Saverio Romano indirizzato a Giovanni La Via il grande escluso dalle liste di Forza Italia, definito una risorsa che certamente gli azzurri sapranno valorizzare in seguito. Oggi l’accordo sancito da una convenction a Catania. Un accordo grazie al quale La Via non lascia gli azzurri e si impegna a spingere per l’elezione di Roma portando, di fatto, il pacchetto di voti che sarebbero venuti meno nuovamente alla lista azzurra ma in quota centrista.

L’inattesso epilogo, almeno dagli avversari interni di Giovanni La Via, è diventato realtà ed è stato sancito, nel pomeriggio di ieri, da un incontro all’Hotel Nettuno che ha visto partecipare almeno 500 persone. Un incontro organizzato da Giovanni La Via al quale è stato invitato proprio Saverio Romano. Un messaggio chiaro anche se c’è chi lo racconta con prudenza.

Il centrista della lista azzurra, considerato un ospite fino ad un paio di settimane fa, stringe alleanze e accordi e dopo aver stretto anche il rapporto con Miccichè che domenica scorsa ha proprio ribadito di non considerarlo più un ospite, raccoglie anche il supporto di Marco Forzese e Giovanni Pistorio che faranno confluire i loro voti su Romano.

Chiusa la partita La Via la posizione di centro esce rafforzata e a sua volta anche la lista isole di Forza Italia mette insieme un pacchetto di voti che rischiava di andare disperso o almeno una parte di questo, raccogliendo anche il consenso di quella parte del centro che non sarebbe andata liscia verso le indicazioni di partito dell’Udc.

Proprio in casa Udc, infatti, prende campo l’area ‘innovativista e indipendente’ della quale sono riferimento il sindaco di Messina Cateno De Luca che ha la sua candidata in Dafne Musolino e Vincenzo Figuccia a Palermo che pur votando dentro la lista azzurra per le europee continua a lanciare strali al suo eterno avversario Gianfranco Miccichè.

Poprio ieri Figuccia non ha perso l’occasione per lanciare il suo ennesimo attacco alla volta di Miccichè “In Assemblea è accaduto un fatto gravissimo. Con la solita arroganza – h detto Figuccia – il Presidente dell’assemblea Miccichè, preso posto sul suo scranno, decide di saltare alcune interrogazioni a piacere discriminando a seconda dell’argomento. Si è discussa la rubrica “infrastrutture” alla presenza dell’assessore Marco Falcone. Ma quando dal librone delle interrogazioni si arriva ai numeri relativi all’anello ferroviario di viale Lazio a mia firma, alle autostrade, viadotti e ponti in Sicilia, ecco che il presidente dell’Assemblea con nonchalance, decide di saltarle a piè pari”.

“Questo ovviamente non poteva che provocare la mia reazione con la quale ho chiesto che venisse rispettato l’ordine degli atti fascicolati. Quello che è accaduto purtroppo poi è stato sotto gli occhi di tutti: un presidente dell’assemblea divertito per aver esercitato e abusato del suo potere mentre tanta gente attendeva risposte da quegli stessi atti che vanno discussi con serietà e attenzione”.
“La verità è purtroppo che fino a quando esisteranno questi personaggi in Sicilia – aggiunge Figuccia – questa terra non potrà essere salvata. Arroganza, supponenza e scarsa serietà, fanno così da cornice ad una scena che vede la Sicilia affondare tra le risatine e le marachelle di un Presidente dell’assemblea palesemente inadeguato”
Questione tecnica a parte appare chiaro che nella lista che si chiama Forza Italia ma ospita tutto il centro destra non sovranista, ci sono almeno quattro scuole di pensiero, quattro correnti: due di marca azzurra e (almeno) due di marca Udc. Il gioco degli accordi è una partita a scacchi tutta interna alla fine della quale bisognerà comprendere se la lista nel suo complesso si avvantaggerà come accadeva ai tempi della vecchia vera Dc o se ne uscirà frantumata come accade da sempre alle sinistre italiane