Sfida a tre per un solo posto in palio. Può riassumersi così la situazione nel Pd siciliano in vista delle elezioni europee del 26 maggio. Nonostante i candidati siano 8 come prevede la norma in funzione anche del numero complessivo degli eletti nella circoscrizione isole dopo la Brexit che ha ridistribuito parte dei parlamentari che furono del Regno unito, sono tre i collettori di voti nella lista. Nel Pd sanno bene che non potranno replicare la performance di cinque anni fa quando portarono tre deputati a Bruxelles.

La battaglia è fra due uscenti che cercano la riconferma ed un esponente della società civile alla sua prima candidatura: due donne e un uomo.

La lista è guidata da Caterina Chinnici sulla quale confluiscono la maggior parte dei voti dei renziani che si sono coalizzati proprio sulla Chinnici dopo la delusione per la mancata candidatura di un esponente chiaramente riferibile alla corrente. Sulla Chinnici ci sono gli amici del segretario Davide Faraone nella Sicilia occidentale anche se lo stesso Faraone resta neutrale per effetto del suo ruolo. Sempre sulla Chinnici a Catania ci sono Sammartino e Sudano, dopo che quest’ultima ha rifiutato la candidatura che le era stata offerta.

La principale contendente interna è Michela Giuffrida, altra uscente, sulla quale convergono donne e uomini che fanno riferimento, a livello nazionale, al vice segretario Andrea Orlando. Lui stesso ieri sera ha partecipato alla presentazione ufficiale della candidatura. Una corsa fatta per vincere quella della giornalista catanese che vede anche l’appoggio, nella Sicilia occidentale, dell’intera area Cracolici.

Il terzo incomodo fra le due donne è Pietro Bartolo, il medico dei migranti di Lampedusa come è stato definito. Su di lui convergono i voti dell’ex segretario Fausto Raciti e di tutta quell’area ma con l’esponente della società civile c’è anche tutta l’area Navarra a Messina e dunque il mondo universitario dello Stretto e non solo quello.

Una partita a tre, dunque, per un posto ma con la speranza che i resti regalino magari la soddisfazione di un altro deputato europeo anche se non è facile che accada.