Si attende tra qualche giorno l’esito del Tribunale del Riesame sul ricorso presentato da Ivana Lo Brano, l’infermeria dell’hub vaccini di Palermo accusata di aver simulato l’inoculazione di vaccini.

Potrebbero spuntare altri indagati

Le indagini degli agenti della Digos non si sono fermate: dietro agli omissis dei decreti con cui erano finiti in carcere i tre accusati per il giro di false iniezioni di Pfizer all’hub della Fiera del Mediterraneo ci sarebbero altri nomi e connivenze nel mercato dei green pass. Dal dottore, a cui andava chiesto quanto pagare per le altre finte dosi di richiamo al personale infermieristico che avrebbe saputo, e condiviso, pratiche irregolari.

L’attesa del Riesame

Come riporta il Giornale di Sicilia, è una tappa importante quella di venerdì mattina al tribunale del riesame, chiamato a valutare i ricorsi presentati per l’infermiera Ivana Lo Brano, difesa dall’avvocato Riccardo Marretta, e il commerciante di detersivi Giuseppe Tomasino, assistito dall’avvocato Salvatore Taranto. La prima, sospesa il 30 dicembre scorso dal suo Ordine professionale, è accusata di aver intascato denaro per far finta d’iniettare il vaccino a chi non voleva immunizzarsi ma ci teneva ad avere la certificazione per poter continuare a frequentare luoghi di lavoro e socialità al chiuso.

Gli indagati nelle indagini della Digos

Il 21 dicembre è scattata l’operazione. Sono stati fermati Filippo Accetta, leader del movimento No Vax, Giuseppe Tomasino e Anna Maria Lo Brano, infermiera che lavora all’ospedale Civico e faceva finta di fare i vaccini nell’hub della Fiera del Mediterraneo. L’infermiera vaccinatrice nell’hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo di Palermo, Anna Maria Lo Brano avrebbe preso fino a 400 euro per ogni finto vaccino anti covid. Sarebbero stati vaccinati oltre al leader dei No vax Filippo Accetta e l’amico Giuseppe Tomasino   oltre che di due parenti di uno di questi. Gli agenti della Digos sono risaliti ai tre grazie a intercettazioni telefoniche ed ambientali e di riprese video nel centro di vaccinazione, ha permesso inoltre di accertare che l’infermiera avrebbe effettuato ulteriori otto false vaccinazioni nei confronti di altri soggetti, tra cui un’altra infermiera vaccinatrice che operava presso la Fiera del Mediterraneo ed un poliziotto della questura di Palermo.