Aldo Panci non è più il direttore sanitario del Maria Eleonora Hospital. La struttura sanitaria privata convenzionata teatro di focolaio di contagio da Covid19 ad aprile scorso a Palermo sarà adesso affiancata da un risk manager mandato dalla Regione siciliana per assisterla nelle fasi di ripartenza e riorganizzazione.

A confermare a BlogSicilia l’assunzione di provvedimenti riorganizzativi è l’assessore regionale per la salute Ruggero Razza che ha seguito da vicino l’intera vicenda sin dall’insorgere del contagio.

In pratica con decreto del dirigente generale del Dipartimento della Pianificazione strategica dell’Assessorato firmato dal dirigente generale Mario La Rocca la scorsa settimana è stato revocato l’incarico ad Aldo Panci. In attesa dell’indicazione di un nuovo direttore sanitario da parte del gruppo Villa Maria la Regione ha deciso di affiancare la struttura sanitaria per assisterla nel contenimento del rischio e nella riorganizzazione. A seguire i percorsi sarà Tommaso Mannone risk manager esperto attualmente in forza all’azienda pubblica ospedali riuniti Villa Sofia Cervello di Palermo.

La gestione del contagio nella struttura è stata al centro di una serie di verifiche iniziate nella fase clou dell’epidemia, in pieno lockdown. L’espandersi del contagio portò alla scelta di chiudere l’ospedale per una sanificazione profonda, operazione che avvenne a partire dal 16 aprile.

La scelta fu adottata dopo che i contagi raggiunsero quota 35 nella clinica Maria Eleonora Hospital tra medici, infermieri e pazienti. La sera precedente alla chiusura due infermieri e un operatore socio assistenziale cerano stati portati al Covid Hotel San Paolo Palace in via Messina Marine a Palermo.

Qualcuno è risultato positivo solo al secondo tampone come ad esempio, una delle infermiere rimaste 72 ore di fila in clinica quanto è scoppiato il focolaio. Dopo l’esito del tampone la donna ha dovuto lasciare la casa dove abita con il marito e due figli piccoli e trasferirsi nell’albergo Covid. Anche un medico rimasto dentro la struttura per 72 ore di fila è poi risultato positivo.

Alla luce dei contagi si decise la sanificazione completa dei locali con una operazione coordinate con l’Asp e la protezione civile regionale.

Il focolaio di Covid19 nella clinica finì anche all’attenzione del procuratore aggiunto di Palermo Ennio Petrigni, che ha aperto un fascicolo conoscitivo – un cosiddetto “Modello 45” senza alcuna ipotesi di reato – dopo avere ricevuto una nota dei carabinieri del Nas, che ha rappresentato la situazione nella struttura sanitaria.

Nella clinica i trentacinque positivi sono il risultato arrivato dopo l’esecuzione di 204 tamponi prelevati nei giorni scorsi a pazienti, dipendenti, sanitari e fornitori.