“La prima settimana post elettorale si accinge a concludersi e i ballottaggi sono dietro l’angolo. Una settimana ancora e scatterà il silenzio pre elettorale per quei confronti che daranno un altro responso. Ma di ricompattarsi il centrodestra non sembra volerne sapere a partire da Agrigento, il più grande e i portante centro dove il risultato deve ancora essere assodato.

Una sfida certamente difficile ma che diventa impossibile senza una strada comune. proprio da Agrigento è partito lo scontro al fulmicotone fra MpA e Lega e adesso gli autonomisti provano a riportare gli alleati sul candidato ancora in corsa ma lo fanno senza spegnere la polemica, al contrario ribadendola

Gli autonomisti e lo strano modo di cercare nuova unità

“Sulle elezioni comunali di Agrigento stiamo leggendo comunicati e interviste che lasciano più interrogativi che risposte. Non è chiaro a cosa siano finalizzati: a individuare capri espiatori? A prendere le distanze da responsabilità che appartengono a tutti? A mettere le mani avanti in vista del 7 e 8 giugno? O, ancora, a riabilitare oggi ciò che ieri si è denigrato, arrivando perfino a elogiare Franco Miccichè dopo averlo pubblicamente sminuito?” sono le domande che si pone il coordinamento regionale Mpa-Grande Sicilia

“È noto che, appena designato, Dino Alonge ha aperto con grande disponibilità all’intero centrodestra, senza esclusioni. È altrettanto evidente che la candidatura di Luigi Gentile ha rappresentato un “no” a quella apertura. Il risultato è sotto gli occhi di tutti“.

Una frattura insanabile?

“Non possiamo fingere di dimenticare la lunga sequenza di nomi proposti e poi scartati: troppo adulti, troppo giovani, troppo iscritti o troppo poco iscritti, “non conviene”, “non abbiamo la classe dirigente”. Una sorta di roulette che ha logorato credibilità e compattezza. Eppure, si continua a sostenere che il centrodestra rappresenti il 70% degli agrigentini e che sarebbe inaccettabile consegnare la guida della città ai Sodano o ai La Vardera a pochi mesi da elezioni di ben più ampia rilevanza politica”.

“Se davvero si crede in questa responsabilità, allora questo è il momento di impegnarsi, di metterci la faccia, non di moltiplicare parole e distinguo. Accanto a un uomo, Dino Alonge, di cui tutti riconoscono signorilità, equilibrio e valore umano e politico”.

In gioco la tenuta complessiva del centrodestra

“Non sfugge a nessuno che il centrodestra, ad Agrigento, non si gioca soltanto la sindacatura di una città dal prestigio storico e culturale impareggiabile, prima ancora che economico e sociale. Il centrodestra si gioca molto di più: la propria tenuta, la propria credibilità e, grandemente, la stabilità stessa del Governo regionale” conclude la nota del coordinamento regionale Mpa-Grande Sicilia.

Forza Italia prova a spegnere lo scontro

Tocca al Commissario azzurro tentare di modificare i toni e spegnere lo scontro “Ad Agrigento, così come nelle altre realtà dove il centrodestra si è presentato diviso al primo turno, i ballottaggi devono rappresentare un’occasione di riscatto politico e di ritrovata unità. È il momento di rimettere al centro i temi che interessano davvero i cittadini: governo delle città, servizi, sviluppo, sicurezza, lavoro e qualità della vita. È su questi obiettivi concreti che il centrodestra deve ritrovare compattezza, superando con serietà e responsabilità tensioni e personalismi” dice il commissario regionale di Forza Italia in Sicilia e presidente della Commissione Difesa della Camera, Nino Minardo.

L’appello agli elettori (più che ai partiti)

“L’unità – aggiunge – la possono realizzare soprattutto gli elettori del centrodestra, anche quelli che al primo turno hanno fatto scelte diverse. A loro rivolgo un appello affinché sostengano i nostri candidati al ballottaggio, come Dino Alonge ad Agrigento e Giuseppe Castiglione a Bronte, consentendo alla coalizione che oggi governa a Roma e soprattutto a Palermo di guidare anche queste città”.

“Come centrodestra abbiamo il dovere di dare segnali chiari di compattezza, andando oltre la normale dialettica territoriale. È evidente a tutti noi che gli atteggiamenti politici di questa fase avranno inevitabilmente un peso anche nelle scelte future e nei percorsi di governo che ci attendono in Sicilia. Spero davvero che, alla fine, prevarranno il senso di responsabilità e l’interesse delle città”, conclude.