“Non sarò uno di quelli che starà nei parlamenti col catetere perché ha una certa età” Esordisce così Cateno De Luca che torna ospite degli studi di Talk Sicilia. L’occasione sono le elezioni amministrative di domenica prossima aspettando le quali BlogSicilia ascolta i segretari dei partiti.

Cateno De Luca e il funerale anticipato del campo largo

Il tono è pacato ma le parole pesano. Ed il leader di Sud Chiama Nord lo fa capire subito chiaramente che la sua intenzione non è allearsi con qualcuno ma scardinare gli schieramenti. Non c’è destra, non c’è sinistra che non sia un avversario.

Cateno, Messina va alle elezioni per colpa vostra. Avete scelto dimissioni anticipate per testare l’elettorato? E’ stata solo una manovra politica

“Si dice far di necessità virtù. Noi eravamo all’opposizione da 2 anni, nel senso che pur al governo della città eravam0 in minoranza in consiglio comunale e quindi da amministrazione che viaggiava a mille ci trovavamo con un consiglio comunale che rallentava in continuazione e siccome c’era anche ormai un appuntamento imminente (lo si dice per carità, da 30 anni anni) ovvero quello del ponte, bisognava essere operativi. Arrivato a questo punto la valutazione è stata quella di restituire il mandato alla città per avere nuovamente una maggioranza, anche perché il 2026 è l’ultimo anno di pagamento dei 30 anni di debiti che io ho ereditato.  Messina esce dal piano di riequilibrio ed ha la necessità di avere un consiglio comunale che con autorevolezza cammina alla stessa velocità del sindaco. Ci hanno costretto alle elezioni anticipate e come nella mia vita ho sempre fatto, trasformo con una mia visione strategica un punto di debolezza e un punto di forza”.

Demoliamo le coalizioni sia di destra che di sinistra

Di fatto però andare alle elezioni anticipate a Messina è stato e diventa anche un banco di prova per testarsi in vista del 2027. Ma questo non sembra essere coerente col percorso lanciato da Caltagirone verso un’alleanza a sinistra, verso il campo largo 

“Veramente c’è una strategia di destrutturazione del centrosinistra e del centrodestra che noi abbiamo iniziato nel 2022. Infatti, se andiamo anche a guardare le alleanze nei 18 comuni dove si vota col proporzionale, voi vedrete che Sud Chiama Nord è a Messina per i fatti suoi e in altri territori, in parte col centrosinistra e in parte col centrodestra mentre, in alcuni comuni, con pezzi  del centrodestra o del centrosinistra. Quindi la strategia di destrutturazione sta funzionando”.

“Non sono io che mi devo avvicinare alle posizioni di centrosinistra o di centrodestra. Il tema ormai è chiaro. Chi vuole vincere alle prossime elezioni in Sicilia deve per forza, per una questione oggi di consolidamento sul territorio, avvicinarsi alle posizioni di Sud Chiama nord. Noi siamo in una posizione baricentrica. Non voglio dire simpaticamente che mi sento in questo momento il barbiere di Siviglia che tutti mi cercano e tutti mi vogliono, per carità, ma questo test comunque sarà importante perché nei 18 comuni dove si vota col proporzionale voteranno circa 700.000 siciliani. Quindi non è un indizio come i sondaggi, ma un test a tutti gli effetti e potremo verificare nelle urne effettivamente qual è la valutazione dei siciliani sul nostro operato”.

Insomma Cateno De Luca è quello bravo e chi vuole viene da me. Così il Re Sole sembri tu

“No, io sono quello che sa come si amministra. Perché la politica non amministra più la Sicilia in queste condizioni. Perché purtroppo ormai chi viene eletto presidente pensa soltanto a fare campagne elettorali. È vergognoso che, faccio un esempio pratico, il neo assessore alla sanità, Caruso, in questo momento trovi il tempo per andare a fare campagne elettorali anche contro i candidati del centrodestra. Sono stato due giorni fa Mussomeli e l’onorevole Giuseppe Catania che è decaduto e che era il sindaco di Mussomeli, era amareggiato”

Messina caput mundi ma con alleanze ondivaghe

Ma tornando nella Messina caput Mundi di De Luca non possiamo che sottolineare come le alleanze siano ondivaghe. L’esperienza di Basile nasce con un’alleanza con la Lega. Ora la Lega di Germanà è fuori dall’alleanza a Messina ma è dentro ad Agrigento. Insomma non sin capisce cosa vuol fare Sud Chiama Nord

Pensavo fosse amore, invece era un Calesse! Niente rende meglio del famoso film di Troisi. Meraviglioso, perché è la traduzione, la sintesi del ragionamento che abbiamo messo in piedi con Nino Germanà nel 2022. Oggi mi ha fregato, devo ammettere, direttore, perché la Lega ha individuato ad Agrigento una persona per bene che io conosco dal 2006 perché siamo stati deputati assieme. E’ stato un bravo assessore, Luigi Gentile, e io di fronte a un galantuomo che ha anche esperienza amministrativa, non posso tirarmi indietro soprattutto a fronte di una situazione agrigentina che è paradossale”.

E quindi insieme ad Agrigento, ma non a Messina.

“A Messina è ovvio che nel momento in cui Germanà si è preso la responsabilità di uscire dalla maggioranza ed andare all’opposizione diventando uno di quelli che ci ha creato problemi in consiglio comunale, non possiamo essere alleati. Ha dato dimostrazione di non avere a cuore gli interessi della città. Agrigento, invece, non c’entra nulla Germanà. Ad Agrigento mi hanno fregato perché hanno scelto un uomo per bene e lo difenderò fino in fondo perché Agrigento merita Luigi Gentile sindaco”.

Cateno De Luca e la famiglia

Quello che sto sentendo è un Cateno De Luca diverso da quello che siamo abituati a sentire. Non sta gridando, usa toni pacati. Il personaggio Cateno De Luca non c’è più?

“Mia madre mi rimprovera in continuazione. Io prima di partire per questo tour ieri sono stato a pranzo da lei. Mi ha cucinato le sue prelibatezze dell’orto e mi ribadisce sempre sta cammo, sta cammo. Perché tanto i gente  u sanno cu sì”

“Io mia madre la adoro e cerco di ascoltarla sempre. Non sempre ci riesco, però lei sai cosa mi dice? Mi dice “Meno male che quando ti fici iccavu u stampo“.

Messina e le sue storie viste da De Luca

“A Messina fra i candidati sindaci c’è il mio barbiere: si chiama Lillo Valvieri. E’ una persona simpatica, un amico”. Poi abbiamo l’ex 5 Stelle che è il l’ingegnere Gaetano Sciacca che nel 2018 è stato candidato contro di me come 5 Stelle che ormai è in pensione e fa il civico. Poi c’è il candidato del centrosinistra che è Antonella Russo che è stata consigliere comunale anche quando io ero sindaco. Abbiamo avuto scintille, scontri, ma devo dire che è stata una di quelle che, in modo responsabile, ha votato il “Salva Messina”.

C’è, però, fra i candidati quello dal centrodestra che è Marcello Scurria che è l’ex commissario per il risanamento di Messina ed è il stato protagonista di una vicenda nella quale tutti abbiamo scritto che probabilmente era Cateno De Luca che non lo voleva più in quel posto.

“Scurria è stato il consulente sia del sindaco Buzzanca del centrodestra e sia del sindaco del centrosinistra, tale Francantonio Genovese. Io l’ho nominato presidente dell’agenzia perché è stato lui a fornirmi l’idea. Lui era da 10 anni che la voleva fare, ma con Buzzanca non c’era riuscito. Ho detto è una buona idea. Così sintetizziamo le competenze che sono frastagliate tra Istituto Autonomo Case Popolare e Comune. Ed effettivamente è stato così. Quindi io da deputato nel 2018 ho fatto questa legge. Allora era presidente Musumeci che non vedeva l’ora di mandarmi via dal Parlamento e quindi mi ha agevolato lui e devo dire molto il mio amico Gaetano Armao e mi hanno fatto passare una serie di norme, tra cui questa, in modo tale che io effettivamente me ne andassi da Parlamento. Mi hanno agevolato il percorso per fare il sindaco di Messina. Io ho fatto la legge e siccome sono una persona perbene l’ho nominato presidente dell’Agenzia per di risanamento e abbiamo lavorato per 2 anni assieme. Dopodiché, lo sai perché se ne va da me? Perché avendo maturato questa esperienza si mette d’accordo con Matilde Siracusano. Come presidente dell’Agenzia di risanamento guadagnava solo 30.000 euro l’anno. Si mette d’accordo con Siracusano e viene nominato subcommissario per il risanamento di Messina con 90.000 di compenso”.

Come finirà a Messina?

L’ultimo tema, dicevamo, Messina potrebbe essere, anzi sarà sicuramente il banco di prova. Come finirà a Messina?

“Io parto dal presupposto che i messinesi sanno chi è Scurria e quindi se lo conosci lo eviti e hanno, invece, concretamente apprezzato il buon governo iniziato nel 2018 con me, proseguito nel 2022 con Federico Basile. Quindi penso che i messinesi non hanno nessun motivo per ritornare alla fase prima di De Luca. Ormai c’è l’ante De Luca e il dopo De Luca.

E dopo questa elezione cosa succederà? Visto che a Messina non c’è stata l’alleanza a sinistra, non c’è più l’alleanza a destra, dove andrà Sud Chiama Nord? Dove andrà Cateno De Luca?

“Ora il tema vero è un altro. Chi ritiene che vuole vincere in Sicilia deve avere a che fare col pragmatismo di Cateno De Luca e di Sud chiama Nord, quindi saranno gli altri che dovranno scendere dal piedistallo e discutere”.

La video intervista integrale