Indagini dei carabinieri e della polizia municipale

Timbrano il cartellino ma non vanno a lavoro, 55 indagati ai servizi cimiteriali di Palermo(VIDEO)

  1. Timbravano il cartellino ma non andavano a lavoro
  2. Indagati 55 dipendenti di Coime e Reset ( circa il 30% dei dipendenti addetti ai servizi cimiteriali)
  3. I carabinieri hanno scovato i furbetti e li hanno ripresi con una lunga attività di investigazione audio e video verificando 2000 timbrature sospette
  4. Anche la Polizia Municipale ha indagato sui furbetti del cartellino

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo e l’Unità Operativa di Polizia Giudiziaria del locale Comando di Polizia Municipale hanno eseguito, nella mattinata odierna, un’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G., emessa dal Gip del Tribunale di Palermo, a carico di 18 dipendenti comunali della società Reset e Coime che dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di falsa attestazione di presenza in servizio e truffa ai danni dell’amministrazione.

 

Complessivamente gli indagati sono 55. ovvero più di un terzo dei circa 150 dipendenti che prestano servizio presso l’ufficio dei Servizi Cimiteriali del comune di Palermo.

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Le indagini, coordinata dalla procura è iniziata dopo alcune segnalazioni anonime. Sarebbe stato accertato un fenomeno di assenteismo dal lavoro di molti dipendenti dell’ufficio comunale competente per gli impianti cimiteriali, i quali attestavano in modo falso lo svolgimento delle proprie mansioni.

In particolare, l’attività d’indagine svolta dal Carabinieri si è concentrata sulle assenze dei dipendenti, sia comunali che delle società partecipate Reset e Coime che prestano servizio all’interno degli uffici dei Servizi Cimiteriali del Comune di Palermo, in via Lincoln.

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I militari hanno constatato come un elevato numero di impiegati comunali effettuavano, sia timbrature  anche multiple per conto di altri colleghi al fine di attestarne falsamente le loro presenze in servizio, sia allontanamenti autonomi non giustificati.

Nel corso di 5 mesi d’indagine, i Carabinieri hanno documentato quasi 2.000 “timbrature sospette”, di cui 240 sviluppate e contestate, e ciò a testimonianza del fatto che si trattasse di un fenomeno diffuso e generalizzato tra gran parte dei dipendenti dell’ufficio comunale.

Gli agenti della polizia municipale hanno indagato su un gruppo di dipendenti comunali addetti ai servizi di assistenza ai funerali e pertanto impiegata prevalentemente in mansioni esterne. Impiegati comunali che, spesso, piuttosto che espletare i loro compiti di assistenza, si intrattenevano in giro per la città a svolgere attività personali o rientravano in ufficio in anticipo rispetto all’orario previsto, senza darne attestazione.

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