Il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nella qualità di Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico, ha firmato il nuovo decreto di rinnovo per l’ingegnere Sergio Tumminello nel ruolo di Soggetto Attuatore della struttura commissariale. Il Decreto n. 566 del 5 novembre 2026 è stato pubblicato on line dove è disponibile a tutti per la visione. Con la firma sul decreto il governatore blinda la guida operativa della struttura per altri due anni, spostando la scadenza dell’incarico dal 31 dicembre 2026 al 31 dicembre 2028.
La nuova nomina arriva a stretto giro dopo un “corto circuito” burocratico che aveva costretto gli uffici di Piazza Ignazio Florio a un fulmineo dietrofront.
Il “giallo” del decreto revocato per errore
La firma del rinnovo corregge infatti un precedente scivolone tecnico avvenuto soltanto un mese fa. Il 7 ottobre 2026 era stato siglato un primo addendum contrattuale (approvato con il decreto n. 560). L’atto, tuttavia, è stato immediatamente revocato l’indomani, l’8 ottobre, con il successivo decreto n. 561.
Come si legge testualmente nel nuovo provvedimento, la revoca si era resa necessaria poiché “per mero errore non sono stati definiti in modo puntuale gli obiettivi legati ai lavori finanziati con risorse extraregionali per gli esercizi 2027/2028”. Un vuoto programmatorio colmato successivamente dal tecnico il 27 ottobre con una nota ufficiale (prot. n. 14685) in cui sono state dettagliate tutte le linee di intervento e i relativi obiettivi su cui l’ingegnere sarà parametrato nel prossimo biennio.
Le polemiche sulla Sp 12 e il fronte di Niscemi
Il rinnovo di Tumminello giunge in un momento delicato, segnato da forti pressioni politiche e territoriali. Proprio di recente, le polemiche attorno alla gestione del dissesto erano culminate nella formale richiesta di dimissioni del tecnico da parte del sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti. Al centro dello scontro c’è la gestione dei progetti di recupero e rifacimento della Strada Provinciale 12, arteria vitale colpita dalla devastante frana del 25 gennaio scorso.
Su Niscemi si allunga anche l’ombra dell’inchiesta della Procura di Gela, che indaga per disastro colposo sui cedimenti che hanno coinvolto non solo la strada ma parte dell’abitato, dal 2010 al 2026, e che vede Tumminello iscritto nel registro degli indagati insieme ad altre 12 persone fra cui tutti i Presidenti della Regione dall’inizio di questa vicenda ma non il sindaco di Niscemi. Di recente, in una intervista a BlogSicilia, Tumminello aveva chiarito che l’unico progetto su cui l’ufficio per il dissesto poteva intervenire per legge, perché caricato sull’apposito sistema, era proprio quello relativo alla SP 12 e su quello si era andati avanti. Tumminello non aggiunge nulla sul tema ma si deduceva chiara l’inattività, in questo senso, da parte proprio del Comune, nuovo elemento di polemica col sindaco Conti.
Il nodo ANAC e il superamento del conflitto di interessi
Nel testo del decreto di rinnovo viene affrontato direttamente anche il delicato capitolo del potenziale conflitto di interessi sollevato dall’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione). La questione riguardava l’affidamento di incarichi originariamente conferiti dalla struttura commissariale allo studio associato INDEARC, realtà dalla quale Tumminello si era dimesso a novembre 2024, contestualmente alla sua prima nomina.
Per bypassare l’impasse e garantire la trasparenza della macchina amministrativa, il Soggetto Attuatore ha certificato l’adozione di rigorose “misure di gestione”. La conduzione delle attività e delle opere relative ai comuni di Barrafranca e Cesarò (le tratte finite sotto la lente) è stata ufficialmente sottratta alle competenze dirette di Tumminello e interamente affidata a un funzionario ad acta, che ha portato a compimento le procedure azzerando i rischi di incompatibilità.
Nuovi interventi e obiettivi fino al 2028
Superati i rilievi tecnici ed economici – legati anche alla rimodulazione della quota variabile del compenso, che per legge non potrà superare i 50 mila euro annui in aggiunta ai 50 mila di parte fissa – la Regione ha ritenuto indispensabile blindare la continuità della struttura.
Il differimento temporale al 2028 viene giustificato dalla necessità di “programmare altri interventi indispensabili, imprevisti e complementari rispetto a quelli originari”, garantendo la compiuta pianificazione delle nuove opere contro il rischio idrogeologico nell’isola. Il decreto, diventato esecutivo con la firma di Schifani, è già stato trasmesso per la pubblicazione di rito sui canali istituzionali dell’ente



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