Urla, strepiti e clima infuocato in Commissione bilancio all’Ars. Dopo la riapertura dello scontro fra Palermo e Roma, torna anche la ‘guerra’ fra i deputati regionali ed il governo siciliano. neanche nella maggioranza è stata digewrita la ripartizione dei fondi Fsc, stabilita con decreto alla fine dello scorso anno in un momento di calo di attenzione da parte della politica per effetto anche delle feste natalizie.

Si tratta di 2 miliardi e mezzo di euro destinati al così detto ‘Piano di sviluppo per il Sud’ una quota parte dei quali tocca alla Sicilia. l governo regionale avrebbe stabilito l’impiego vincolato di questi fondi insieme al governo nazionale senza consultare il parlamento e vincolando somme a scelte considerate assolutamente inadeguate dai parlamentari.

Lo scontro è andato in scena in Commissione Bilancio dove oggi pomeriggio si tornava ad entrare nel merito della legge di stabilità regionale. Clima infuocato con il presidente della Commissione, Vincenzo Vinciullo, che ha
dovuto faticare per calmare gli animi dei deputati ‘inviperiti’.

Sul banco degli imputati c’è la delibera approvata alla fine dell’anno scorso dalla giunta Crocetta per la ripartizione dei fondi per lo sviluppo e la coesione, il cosiddetto ‘Patto per la Sicilia’.

Almeno 12 dei componenti della Commissione si dicono pronti a dare battaglia sulle scelte adottate unilateralmente.  Buona parte dei 149 progetti, 129 inseriti nell’allegato A e 20 nell’allegato B, riguardano interventi a Gela e Termini Imerese che, caso vuole, sono le città del presidente della Regione e del senatore Beppe Lumia

I Commissari chiedono spiegazioni. Vogliono vederci chiaro, anche perché il governo ha disertato la riunione della Commissione nella quale avrebbe dovuto fornire proprio queste spiegazioni. la rabbia dei deputati è esplosa quando è stato chiaro che non solo il governatore ma nessun rappresentante del governo regionale era intenzionato a presentarsi.

Nella delibera la giunta Crocetta fa riferimento a progetti valutati dal governo Renzi e modificati in base alle segnalazioni di Roma. ed anche questo è considerato inaccettabile essendo stato espropriato il Parlamento regionale di ogni prerogativa di scelta e di controllo.

“Definirlo ‘una vergogna’ è un eufemismo – dice Mario Alloro, parlamentare regionale del Pd -. Come si legge nello stesso documento siamo in presenza di un puro ‘negoziato politico intrattenuto con la Presidenza del Consiglio’: infatti non c’è traccia di interventi organici né di un progetto complessivo di sviluppo per la Sicilia. Il ‘Patto’ non è altro che un’accozzaglia di misure rivolte a determinati territori che vengono favoriti in maniera abnorme rispetto ad altri. Per non parlare di aree che vengono totalmente escluse: nessun intervento, infatti, è rivolto alla provincia di Enna. Salta agli occhi, ad esempio, il fatto che nessun intervento sul dissesto idrogeologico sia previsto ad Enna, che si trova isolata da tempo proprio a causa del dissesto”.

 “A dire il vero – aggiunge Alloro – anche altri territori erano stati inizialmente penalizzati, ma con l’allegato B qualcuno ha pensato di rimediare: su 20 interventi previsti nell’emendamento aggiuntivo, infatti, ben 15 sono destinati a Gela”.

“Ho già firmato una mozione per il ritiro della delibera – conclude il parlamentare regionale PD – ed ho chiesto in commissione Bilancio di votare una risoluzione in tal senso”.