Estate, tempo di ferie. E mentre chi può programma le proprie vacanze, per concedersi un po’ di svago e relax, c’è chi invece deve programmare la propria esistenza, cercare di capire come farà domani per trovare l’aiuto necessario a svolgere i più elementari gesti quotidiani, quelli necessari alla sopravvivenza.

Sono i disabili siciliani, gravi e gravissimi, che ancora una volta si trovano a sbattere contro un muro di gomma.
Il loro interlocutore, ovvero il governo regionale, sembra essere sparito nel nulla in merito alle problematiche che riguardano migliaia di persone non autosufficienti nella nostra Isola.

Tra i disabili gravissimi siciliani c’è anche un giovane palermitano, Francesco Perugia, costretto in carrozzina. E’ stato tra i protagonisti delle estenuanti proteste di piazza degli scorsi mesi che avevano ‘costretto’ il governatore Crocetta a rendersi conto che i disabili esistono e che bisogna garantire loro l’assistenza di cui necessitano.

Assistenza promessa – dopo quella che è stata ribattezzata dalla stampa come ‘la rivolta delle carrozzine’, promessa mantenuta solo in parte. Quanto accaduto lo spiega proprio Francesco, tramite un video, in cui rivolge un appello, l’ennesimo da parte dei disabili, a Crocetta.

“Abbiamo protestato – racconta Francesco – per avere un’assistenza continuativa. Dopo il duro faccia a faccia con Pif, Crocetta ci aveva promesso i fondi per garantire il servizio. Ebbene, i fondi sono arrivati ma in modo parziale, è stata pagata la prima tranche e poi non è arrivato più niente. Inoltre, non tutti i disabili gravissimi hanno ricevuto i soldi, ricevo continuamente e-mail e appelli da parte di altre persone nella mia situazione”.

E ancora: “Vogliamo capire cosa sta succedendo, la macchina burocratica si è inceppata. Mi rivolgo a Crocetta affinché smuova le acque e si interessi per sbloccare i fondi per dare una assistenza adeguata ai disabili gravi e gravissimi”.

Chiedere continuamente che venga garantito un proprio diritto. Ogni volta che i disabili sono faticosamente scesi in piazza ci siamo augurati ardentemente che non fossero più costretti a lottare e mendicare per accaparrarsi uno scampolo di normalità. Abbiamo sperato, sinora invano, perché nella nostra Sicilia, troppo spesso, si ritorna al punto di partenza.

Il primo assegno per l’assistenza i disabili lo hanno avuto a giugno, ed era relativo ai mesi di aprile, maggio e giugno. A luglio non hanno ricevuto nulla. Pare che qualche Asp, a seguito della richiesta di delucidazioni, abbia comunicato che per ogni liquidazione bisogna emettere un atto formale. La prossima delibera dovrebbe essere fatta a settembre, e si dovrebbe andare avanti con ‘pacchetti’ di 3 mesi. Benissimo. Ma chi non ha i soldi per anticipare ai propri assistenti le somme dovute, in attesa dell’assegno della Regione, che cosa farà?