Lo Iacp di Palermo, istituto autonomo case popolari, versa in una situazione economica a dir poco grave. A denunciarlo è il Sole 24 Ore. Ha debiti per oltre 61 milioni e crediti, di dubbia esigibilità, per 86,3 milioni. Sono questi alcuni dei dati contenuti in  una relazione inviata dai vertici dell’Istituto, il direttore generale Vincenzo Pupillo e il commissario straordinario Ferruccio Ferruggia,  al sindaco e al Presidente della Regione, insieme al Tar e alla Corte dei Conti.

Un ente che rischia il default, che si trova impossibilitato a pagare i 17 milioni che dovrebbe dare all’Amap ( di cui 10 di debito e 7 di interessi).
Un debito, denuncia il quotidiano economico, accumulatosi per il mancato pagamento di bollette di alloggi di proprietà dell’istituto. Un debito maturato a partire dagli anni ’60 e che è andato avanti fino al 2014. Fino ad allora infatti nelle case non erano presenti contatori ed i conti venivano fatturati direttamente all’Ente che avrebbe dovuto saldare i costi delle forniture idriche.

Altro tasto dolens riguarda il mancato incasso dei canoni di affitto. Nel bilancio consuntivo 2018 in si ritrovano 86,368 milioni di residui attivi “cumulati per prolungata morosità di assegnatari (70,838 milioni) e di occupanti abusivi in corso di regolarizzazione (15,529 milioni)”. Tutti crediti definiti, comunque, di dubbia esigibilità. “Il quadro economico oggi è drammatico – spiega Pupillo – e la situazione rischia di precipitare impedendo per esempio la stabilizzazione del precariato storico: 70 dei 130 dipendenti attuali”.
La proposta per arrivare a salvare l’Istituto si basa sull’essenziale premessa: l’Amap dovrebbe rinunciare alla sentenza (Tar 105/2019) e successivamente sottoscrivere una transazione che “riliquidi il debito dell’Istituto limitato alla sorte riconosciuta (10 milioni) con il decreto ingiuntivo decurtato degli importi incassati a seguito dei pignoramenti effettuati” si legge nella relazione.

In secondo luogo  aderisce alla definizione agevolata dei carichi tributari per quanto riguarda Imu-Ici puntando a ridurre il debito a 7,2 milioni. In più il pressing sul Comune Palermo:  saldi i 4,5 milioni riconosciuti con una delibera di Giunta del 2006.

Invece  la Regione, e in particolare il presidente e la Giunta, «adottino provvedimenti che cauteli e consenta legittimamente – scrivono i dirigenti dello Iacp – l’utilizzo delle risorse accantonate quali proventi di cessione del patrimonio e economie di programmi costruttivi, a oggi quantificabili il oltre 9 milioni di euro, nonché quelli ricavabili dai piani di vendita fino alla estinzione di ogni debito dell’Istituto”.