Da un paio d’ore Luigi Giudice il barbiere che ha affermato a tutti di avere svolto un lavoro abusivo all’interno della caserma di via Dogali a Palermo è tornato al Comando. Stavolta non per fare barbe o tagliare i capelli, ma per essere sentito dagli uomini della municipale.

L’artigiano si trova nelle stanze della segreteria del comandante Vincenzo Messina. Forse si tratta di una deposizione necessaria per la relazione che ha chiesto il sindaco Leoluca Orlando dopo avere appreso della presenza dell’artigiano nei locali del comando.

Sta di fatto che da ieri il barbiere non ha più alcuna intenzione di parlare con nessuno. Contattato da giornalisti ha detto di non volere più parlare di questa storia.

Una storia non conclusa  che lo vedrà suo malgrado protagonista per giorni ancora. Giudice era stato accolto in caserma, adottato dai vigili urbani per le condizioni precarie in cui si era trovato dopo avere perso il lavoro.

Luigi era il figlio di Michele Giudice barbiere che ha lavorato per anni nella barberia del comando. Tutti lo conoscevano quel barbiere che era entrato in caserma da piccolo insieme al padre. Adesso che è venuto tutto alla luce con un esposto anonimo si cerca, forse, di correre ai ripari.