Donne fate figli perché il paese ha bisogno di voi! Perché i figli di questa nazione serviranno a rendere migliore anche il vostro futuro!

E’, più o meno, questo il messaggio lanciato dal Fertility day. Una campagna che definire sfortunata è un eufemismo. In due tentativi sono riusciti a mettere insieme due pessime figure con la seconda perfino peggiore della prima e con una evidente connotazione razzista che neanche il più perbenista ha potuto negare.

Ma la realtà è che comunicare questo messaggio era davvero difficile senza cadere nella polemica, perchè è il messaggio stesso che si presta alla polemica. Non vogliamo entrare nel dettaglio dell’esigenza o meno di far crescere la popolazione di questo Paese ma quello che appare davvero triste  è il mandare a dire alle donne: “Oggi fatevi ingravidare”.

Donne state a casa e fate figli era il messaggio del fascismo targato Mussolini, ma era simile anche il messaggio dei regimi totalitari di sinistra. Insomma la donna come fattrice e non come donna in tutto e per tutto, con i suoi diritti, le sue scelte, la sua vita.

Le differenze ci sono, per carità. Il messaggio di oggi non è ‘donne state a casa a fare figli’ ma fate anche figli oltre tutto il resto. Peccato che il messaggio arrivi quando il Paese sta dando gli ultimi colpi mortali allo stato sociale, quando ai lavoratori viene chiesto di rinunciare ai diritti come le ferie o la malattia (e dunque anche la maternità) attraverso la precarizzazione, il ricorso alle partite IVA usate come se fossero dipendenti, il job act che rende licenziabile ogni assunto anche a tempo indeterminato.

Diciamoci la verità. Alle donne che vanno a fare un colloquio di lavoro oggi (ma anche ieri in verità) la prima cosa che viene chiesta è se hanno intenzione di fare figli perché un’azienda non può permetterselo. Buona parte del costo sociale, infatti, viene scaricato sul datore di lavoro. Perché l’assenza della neo mamma in Italia si prolunga più che nel resto d’Europa, in parte perché siamo fatti così e forse ce ne approfittiamo ma soprattutto perché non esistono i servizi per l’infanzia. Mancano gli asili nido, manca l’assistenza domiciliare, manca qualsiasi forma di tutela e aiuto ai genitori lavoratori.

E allora fate figli a chi? Alla generazione di precari che non fa figli non perché non voglia ma perché teme di non poter garantire un futuro, studi, crescita in salute o addirittura il cibo a questi bambini?

Ma l’importante è fare figli, prima che sia troppo tardi. Un invito che va a colpire esattamente la dove le donne sono sensibili: l’orologio biologico.

Allora signore italiane, femministe e non, impegnate o semplicemente lavoratrici, lasciate perdere la battaglia sullo stupro della lingua italiana e concentratevi su questo. Non è facendovi chiamare sindaca o assessora, termini che francamente non si possono proprio udire senza far sanguinare le orecchie, che stabilite il rispetto della donna. La donna va rispettata nelle sue scelte di ogni giorno. E se è vero che occorre che questo paese cresca nel rispetto dei diritti, questa crescita deve passare dal dire di no ad un governo che dica a una donna quando deve fare figli.

Caro governo la scelta non è tua. La scelta è della donna che il bambino deve portarlo in grembo per nove mesi e poi crescerlo per 20 o 30 anni. E aggiungerei che questa scelta deve farla insieme ad un altro genitore non certamente con un ministro che non ci sarà quando quel bambino avrà la febbre, andrà a scuola, soffrirà le sue prime pene d’amore  e così via.

Senza voler attaccare ministri e governo ci sia concesso dire che campagna e idea in genere sono stati infelici e lasciano in bocca quel sapore amaro, quel dubbio che la nostra mente vuole cacciare via ad ogni costo perché no, non siamo in un nuovo regime totalitario.

Leggi anche

Fertility Day, nuova bufera sulla campagna: l’opuscolo accusato di razzismo

Fertility Day, “Io madre a 43 anni…” (VIDEO)

Catania, il medico del ‘Fertility Day’: “Gravidanza in età avanzata è un rischio, il resto è problema sociale”

“Fertility Fake, siamo in attesa”, italiani in piazza contro il Fertility Day (FOTO)