Il romanzo Il genio infelice di Carlo Vulpio (Ed. Chiarelettere, 250 pagine, euro 17,60) sarà presentato venerdì 8 novembre alle ore 18.00 nell’Oratorio di Sant’Elena e Costantino, a Palermo, nell’ambito del ciclo di incontri e approfondimenti avviato dalla Fondazione Federico II per la mostra, in corso, “Castrum Superius. Il Palazzo dei Re Normanni”.

Il focus questa volta è sul tema della follia, dell’indifferenza e dell’esclusione degli ultimi. Con il giornalista del “Corriere della Sera”, che attualmente da inviato speciale scrive per la Terza pagina e per il supplemento domenicale culturale “la Lettura”, dialogherà Silvia Mazza, storica dell’arte e giornalista.

Il romanzo racconta, agganciandola alla cornice sociale e storica dell’epoca (la prima metà del secolo scorso) e al tema di cocente attualità dell’emigrazione, la storia tormentata del pittore, il Van Gogh italiano, riconosciuto come uno dei più grandi artisti del Novecento.

“Se c’è un posto in Italia – osserva Mazza – dove ‘Il romanzo della vita di Antonio Ligabue’, come recita il sottotitolo, deve essere presentato è la Fondazione Federico II. Dove altrimenti raccontare con altrettanta credibilità una straordinaria vicenda in cui l’arte, nella sua declinazione più primigenia e istintuale, si intreccia con temi come il dramma dell’emigrazione e dell’esclusione, nella comune cifra della follia? Dove, se non con chi ha inaugurato una stagione di reale democrazia della fruizione, mediante un progetto culturale meditato che ha “ridato” il Palazzo alla città e al mondo? Aprendo spazi fino a poco tempo fa preclusi ai visitatori, come la Sala di Ruggero II o i Giardini Reali, a eventi come la mostra ‘Castrum superius’, in cui la reggia dei re normanni è tornata a essere simbolo di convivenza tra i popoli , e installando su Piazza del Parlamento un’opera d’arte in memoria delle vittime nel Mediterraneo”.

Il libro trova, per altro verso, un suo contesto naturale anche nell’ambito del MIFF, il Festival del cinema indipendente di Militello in Val di Catania, la cui II Edizione si è conclusa il 1° settembre scorso. Qui sarà presentato giorno 9, alle 18.30 presso il Coro di Notte, all’ex Monastero dei Benedettini, all’interno della parentesi autunnale del festival, dall’8 al 10 novembre.

La personalità tormentata di Ligabue ha fatto sì che di lui si siano occupati, infatti, diversi registi: da Pier Paolo Ruggerini (Il paese del sole a picco, 1960) a Raffaele Andreassi (Lo specchio, la tigre e la pianura, 1960; Nebbia, 1961; Antonio Ligabue pittore, 1962; I lupi dentro, 2001) e su tutti da Salvatore Nocita con lo sceneggiato Rai del 1977, protagonista un indimenticabile Flavio Bucci.

Una vita che sarà prossimamente di nuovo raccontata al cinema nell’interpretazione di Elio Germano, col titolo “Volevo nascondermi”, per la regia di Giorgio Diritti. A dialogare con lo scrittore di nuovo Silvia Mazza, che ha promosso entrambe le presentazioni siciliane.