“Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa vive nelle nostre azioni presenti, passate e future”. È il messaggio firmato da Ultimo, il capitano della squadra dei carabinieri che arresto’ il capo dei capi di Cosa nostra, Totò Riina. Il testo scritto in un foglio bianco, con la scritta in calce Ultimo-Crimor unità militare combattente, è stato affisso tra le 8 corone di alloro istituzionali, in via Isidoro Carini a Palermo, dove è in corso la cerimonia per i 37 anni
dell’assassinio mafioso del prefetto generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente della polizia di Stato Domenico Russo.

“Il 3 settembre di 37 anni fa, molti palermitani pensarono che anche la speranza fosse morta assieme al generale Carlo Alberto dalla Chiesa, a sua moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente della scorta Domenico Russo, caduti sotto la furia dei kalashnikov di Cosa nostra. L’attentato al generale che era riuscito a sconfiggere il terrorismo fece temere che nulla potesse fermare la ferocia di Cosa. Ma dopo il primo scoramento,  i siciliani reagirono all’ennesimo lutto determinati a por fine allo strapotere della criminalità mafiosa. Un desiderio di riscossa che la città ha vissuto anche dopo le stragi del 1992” dice invece Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone e presidente della Fondazione che prende il nome del magistrato, ricorda la strage in cui persero la vita il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie e l’agente di scorta di cui oggi ricorre il 37esimo anniversario.

“Da allora altri uomini dello Stato hanno pagato con la vita il loro impegno contro la mafia, – aggiunge – ma oggi possiamo dire che la nostra terra non è più quella di 37 anni fa. Cosa nostra non è sconfitta, ma grandi risultati sono stati raggiunti, nella repressione e nella crescita culturale dei siciliani, e di questo saremo per sempre grati a uomini come il generale Carlo Alberto dalla Chiesa”.

Anche il capo dello Stato Sergio Mattarella, ha voluto ricordare il generale: ‘Nel trentasettesimo anniversario della strage di Via Isidoro Carini, rinnovo l’omaggio commosso del Paese e mio personale alla memoria del Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, della Signora Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo, vittime della barbarie mafiosa”.

“Innovatore attento e lungimirante – scrive Mattarella – il Generale Dalla Chiesa era mosso da una profonda fiducia nello Stato e nella sua capacita’ di sconfiggere le organizzazioni nemiche della sicurezza e della legalità repubblicana, anche quelle più subdole e pervasive; rifiutava il mito dell’invincibilità della mafia così come, nelle sue precedenti esperienze, non aveva mai accettato che si potesse cedere o indietreggiare davanti alla violenza terroristica. La sua determinazione, sorretta da un profondo senso etico e istituzionale, si è tradotta in metodi di lavoro e modelli organizzativi originali, che hanno orientato il lavoro di successive generazioni di servitori dello Stato”.

“Il suo sacrificio – afferma il Capo dello Stato – è stato il seme di una forte reazione civile che – anche attraverso nuovi strumenti normativi – ha prodotto un significativo incremento nella capacità di risposta e di contrasto alla violenza mafiosa. Con sentimenti di partecipe emozione, rivolgo un particolare ricordo ad Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo. Il loro esempio di coraggio e generosa dedizione è comune a tanti uomini e donne che anche oggi, per motivi familiari o professionali, coscientemente condividono i rischi e le preoccupazioni di chi è esposto a tutela della libertà, della legalità e della giustizia. Con questo spirito, rinnovo alle famiglie Dalla Chiesa, Setti Carraro e Russo i sentimenti di solidarietà e vicinanza miei e dell’intera comunità nazionale”.

“Il ricordo, ancora vivo, della sua azione coraggiosa, il suo esempio e l’eredità morale lasciata, sono un patrimonio prezioso per tutti e il richiamo a contrastare sempre più energicamente ogni forma di crimine e di violenza. Un dovere che abbiamo verso i nostri uomini e le nostre donne che per le istituzioni hanno sacrificato la propria vita” scrive il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo. “In questa giornata di memoria, il mio abbraccio commosso e affettuoso giunga alle famiglie Dalla Chiesa, Setti Carraro e Russo”, conclude.

“L’anniversario dell’uccisione del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa deve essere l’occasione per sottolineare l’esempio di fedeltà ai valori di difesa della legalità e dello Stato di diritto lasciatoci in eredità dal generale. Il suo impegno e la sua competenza hanno consentito di affinare metodi e strumenti nella lotta alla mafia e di aprire la strada ai successi delle Forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità organizzata” afferma, in una nota, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in occasione del 37ma ricorrenza della strage in cui persero la vita l’alto ufficiale dei carabinieri, la moglie Emanuela e l’agente di scorta Domenico Russo.
Nella cerimonia di commemorazione, che si tiene oggi, a rappresentare il governo regionale è l’assessore all’Economia Gaetano Armao.