Oggi più di ieri si sente il bisogno di regole molto chiare. Regole scritte e che non diano spazi ad alchemiche interpretazioni. Ne va della credibilità di tutto il calcio, come si usa dire in queste occasioni. E quando parliamo di tutto il calcio non parliamo certo soltanto dei club e dei loro dirigenti, ma soprattutto delle istituzioni che lo governano. E il “caso” Palermo, rimette con forza in agenda l’annosa questione.

Non si può arrivare al fischio finale di una partita che chiude un campionato di serie B, con una squadra, il Palermo, per l’appunto, che nonostante i tanti problemi societari (e non solo) riesce a conquistarsi sul campo la possibilità di andare in serie A, e alla vigilia dei playoff si vede risucchiata in serie C per fatti che risalgono anche a cinque anni fa. E’ semplicemente fuori da ogni senso di logica ancor più di giustizia. Al di là del merito, è il metodo da condannare senza appello. E’ sfido chi è in grado di dimostrarmi il contrario.

A meno che non si parli pure di errori commessi anche da altri attori – e allora sarebbe intellettualmente onesto ammetterlo pubblicamente – o come alcuni maligni parlano, di complicità su certi comportamenti. Perché è semplicemente allucinante pensare che la società Palermo calcio, almeno secondo il tribunale della Figc, è stata gestita con eccessiva spregiudicatezza tra il 2014 e il 2018 e a maggio 2019 viene scaraventata nel girone dell’inferno, come spesso viene definita la C. Altra pirandelliana questione è che è stato dichiarato inammissibile il deferimento nei confronti di Maurizio Zamparini, per mancato rispetto dei termini a difesa. Ma questa è un’altra storia che per quanto mi riguarda mi appassiona poco.

LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA

Il vero problema sono i bilanci della società rosanero che devono passare dal setaccio della Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche, nota come Covisoc (organo interno alla Figc), prima che, ogni anno, una squadra possa iscriversi a un campionato. Quindi, se così è, e così è, stando alla sentenza, il Palermo sarebbe stato iscritto al campionato dal 2014 a oggi nonostante la spregiudicata gestione societaria dei suoi dirigenti? In altre parole, la Figc avrebbe dato il via libera all’iscrizione del Palermo agli ultimi campionati nonostante i conti dei bilanci non tornano come oggi si sostiene? Penso che a questo punto anche i tifosi rosanero e l’intera città di Palermo hanno il diritto di meglio capire.

E chi di competenza ha il dovere di spiegare. Nell’attesa, è giusto sottolineare che la città di Palermo non merita questa umiliazione. E la politica, oggi, farebbe bene a evitare interventi populisti. Doveva intervenire prima, molto prima del verdetto. Non l’ha fatto. E quel poco che ha fatto, non ha certo contribuito a cambiare le cose se oggi ci siamo ridotti così. Parlare ora è solo demagogia. E la gente e non solo i tifosi, di ciò è stanca. Ed è da qui che le istituzioni dovrebbero ripartire per riconquistare più credibilità e i cuori dei tifosi. Staremo a vedere.

RETROCESSIONE PALERMO, PARLA IL PRESIDENTE ALBANESE