In Italia un potenziale ‘partito’ del voto di scambio varrebbe circa il 4%: sono infatti oltre 1 milione 700mila i cittadini (3,7% della popolazione fra i 18 e gli 80 anni) ai quali secondo l’Istat sono stati offerti denaro, favori o regali per avere il loro voto alle elezioni amministrative, politiche o europee.

Libera e Gruppo Abele, in occasione della Giornata Internazionale contro la Corruzione che si celebra domani, elaborano dati e statistiche del sistema corruttivo e collusivo nel nostro paese. Affidandosi a Lucio Picci, docente di Economia all’Università di Bologna e uno dei maggiori studiosi del fenomeno corruttivo, Libera ha calcolato che se nel nostro Paese ci fosse lo stesso livello di corruzione che c’è in Germania, il reddito annuo degli italiani sarebbe più alto di quasi 10mila euro: il reddito pro capite italiano passerebbe infatti da 26.600 a 36.300 euro.

Per quanto riguarda il voto di scambio, è più frequente in caso di elezioni amministrative e raggiunge i picchi più alti al Sud e nelle Isole. Sono, invece, più del doppio (3 milioni 858 mila) gli italiani che dichiarano di conoscere personalmente qualcuno – parenti, amici, colleghi, vicini – a cui è stato offerto qualcosa in cambio del voto: il picco più alto si registra in Puglia, dove quasi un cittadino su quattro (23,7%) conosce qualcuno a cui è stato proposto il voto di scambio.

Infine, sul fronte del legame mafia-corruzione, il numero di indagati per il delitto di corruzione attiva o passiva commesso al fine di agevolare un sodalizio mafioso, registrato nel periodo 2015/2016 in tutte le Dda italiane, è di circa 200 casi. “La corruzione – commenta don Luigi Ciotti, presidente di Libera – non solo infrange le regole stabilite a tutela del bene pubblico, ma sfascia l’economia, disgrega i legami sociali, rischia di fare a pezzi la nostra stessa democrazia. Perché spezza il legame di fiducia fra i cittadini e le istituzioni”.

“A chi corrompe, cioè ‘rompe’ il Paese vogliamo allora opporre l’Italia di chi costruisce, di chi salda le parole ai fatti, la speranza all’impegno” conclude. Libera e Gruppo Abele lanciano una nuova campagna contro la corruzione. Tre i pilastri: far emergere il fenomeno attraverso l’attivazione nel 2018 di Linea Libera, un numero verde per l’ascolto, l’orientamento e l’accompagnamento delle persone testimoni di fenomeni di corruzione; promuovere nuovi linguaggi per studenti e insegnanti per spiegare i meccanismi della corruzione, insieme a un Master Interuniversitario su questi temi e percorsi di formazione per l’etica della responsabilità rivolti agli ordini professionali; promuovere la conoscenza degli strumenti di ‘cittadinanza monitorante’ necessari per la vigilanza diffusa da parte dei cittadini per prevenire e segnalare dinamiche di corruzione pubblica e privata.