Grande soddisfazione da parte della FP Cgil Sicilia, che saluta positivamente l’approvazione da parte dell’ARS della norma sull’integrazione oraria del personale ASU che lavora negli Enti della Regione Sicilia.

L’Assemblea Regionale Siciliana ha dato finalmente il via libera, con un voto unanime dell’Aula, all’art. 6, che prevede il passaggio a 36 ore settimanali per i lavoratori dei musei e siti dei beni culturali e un aumento di 8 ore per quelli in servizio nei Comuni.

Per l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, si tratta di una norma che “riconosce il valore dei lavoratori” e che nasce grazie a un percorso sinergico e condiviso anche con gli altri assessorati interessati, i Dipartimenti Economia, con l’assessore Gaetano Armao e l’assessore Antonio Scavone.

“Le nostre legittime rivendicazioni hanno trovato riscontro”

“Non possiamo che registrare in modo favorevole il voto espresso all’unanimità da Sala d’Ercole – affermano il Segretario Generale, Gaetano Agliozzo, la Segretaria Regionale, Monica Genovese, e il Coordinatore Regionale della categoria, Salvo Musolino –  è stata varata una norma importante che è frutto di un impegnativo percorso che ha visto la nostra Organizzazione in prima linea, protagonista di efficaci e ripetute azioni di  interlocuzioni istituzionali ma anche di incisive forme di proteste. Le nostre legittime rivendicazioni hanno trovato riscontro. Vengono premiati i nostri sforzi e l’impegno e il lavoro di questa nutrita fetta di lavoratori che svolgono responsabilmente un’attività fondamentale di pubblico interesse”.

Stanziati più di 9 milioni di euro

La norma è stata autorizzata per l’esercizio finanziario 2022, con una spesa complessiva di 9 milioni e trecento mila euro, necessaria per fare fronte alle esigenze di integrazione oraria del suddetto personale.

“Superata questa fase – concludono Agliozzo, Genovese e Musolino – occorre dare adesso seguito al voto del parlamento siciliano, in modo da dare risposte immediate e concrete a questo bacino di lavoratori”.