“Interruzione di pubblico servizio con pericoli per la salute pubblica. Il Comune diffidi la Reset a far lavorare i dipendenti”.

Sulla caotica situazione del canile municipale di via Tiro a Segno e di quella dell’adiacente struttura (ex macello) di Palermo interviene il M5S per bocca dei suoi deputati alla Camera Chiara Di Benedetto e Riccardo Nuti.

“La situazione – dicono i due parlamentari – è insostenibile ed inaccettabile, non si capisce perché gente pagata per svolgere determinate mansioni debba rifiutarsi di farlo, costringendo il Comune al paradosso di dover ripiegare sulle associazioni animaliste per tenere in piedi una struttura che altrimenti sarebbe allo sbando”.

“Nonostante la Reset abbia distaccato al canile 20 lavoratori, nessuno di questi – denunciano – si occupa della pulizia dei box degli animali, dell’ambulatorio veterinario o svolge il servizio di accalappiamento e somministrazione del cibo”.

“Non spetta alle associazioni animaliste – affermano i due deputati – assolvere a questi compiti, poiché queste devono occuparsi delle adozioni, della ri-socializzazione dei cani problematici, di interventi sul territorio e del rapporto uomo-animale più in generale”.

“Nonostante – concludono i due parlamentari – i 1650 dipendenti della Reset e i 29 milioni di euro che il Comune praticamente regala a molti tra di loro, questi hanno anche avuto il coraggio di richiedere un aumento delle ore lavorative. Il Comune non può stare a guardare, faccia la voce grossa, diffidi i lavoratori e se, è il caso, proceda anche a licenziamenti per giusta causa, cosa che, siamo certi, non avverrà mai, in quanto le società partecipate a Palermo sono usate come stipendifici a carico dei contribuenti che pagano per non avere nessun servizio in contropartita”.