Ancora intimidazioni nel mandamento di San Lorenzo a Palermo. Un incendio ha danneggiato la pizzeria Ulisse in piazza Rossi a Tommaso Natale. Le fiamme hanno danneggiato la base in legno di un chiosco che si stava allestendo nella spiaggia di Vergine Maria.
Ancora benzina e le fiamme hanno caratterizzato la scorsa notte. Nella pizzeria lo scorso 7 maggio era stata piazzata davanti all’ingresso una bottiglia con dentro la benzina. Una delle tante attività prese di mira dal racket. Un mese fa le bottiglie con il liquido infiammabile sono lasciate davanti alla pizzeria Sunset di Sferracavallo e al bar pasticceria Sweet Life, che si trova di fronte alla chiesa della borgata marinara.
Il 14 maggio analoghi raid ai danni dei lidi di Isola delle Femmine e Capaci.
L’amarezza di chi ha trovato i danni
“Anche quest’anno stavano allestendo un chiosco ma stanotte qualcuno ha versato della benzina nelle pedane e ha dato fuoco – dicono quanti gestiscono il chiosco – un gesto che crea tanto sconforto. Evidentemente il messaggio è chiaro”.
Tutto è iniziato a novembre scorso con le bottiglie e la richiesta di pizzo lasciate davanti ai locali di Sferracavallo. Poi sono arrivate le sventagliate di kalashnikov contro una rimessa di auto in via Sferracavallo, il ristorante “Al Brigantino” sempre nella stessa borgata e contro un deposito della Sicily By Car in via San Lorenzo.
I precedenti
La notte del 30 aprile in via Don Minzoni qualcuno ha sparato una raffica di mitra contro una macchina e la facciata di una casa. La vendetta non si è fatta attendere: ci fu un tentato omicidio a colpi di pistola in via Montalbo. Una caccia all’uomo contro Danilo D’Ignoti. Tre persone – Rosario Sposito, Giovanni e Salvatore Gioè – sono state arrestate. Via Montalbo ricade nel mandamento mafioso di Resuttana, mentre gli altri episodi sono avvenuti in quello di San Lorenzo. Chi agisce, dunque, va oltre la tradizionale divisione dei confini.
Il 27 maggio scorso sono state bruciate le macchine parcheggiate davanti alla nuova sede di Sicily by car a Villagrazia di Carini, il 6 giugno fa qualcuno ha appiccato il fuoco in un distributore di benzina Capaci, ora la storia si ripete al ristorante Ulisse. Il primo intervento nella notte è stato dei poliziotti che condivideranno le informazioni con i carabinieri del Nucleo investigativo.
Sindacati difendono commercianti e lavoratori: “Il lavoro onesto non si ricatta”.
Palermo. Cgil e Filcams Palermo, Cisl Palermo-Trapani e Fisascat Cisl Palermo e Uil e UilTucs Sicilia esprimono profonda condanna per i gravi e vili atti intimidatori che nelle ultime settimane hanno colpito le attività commerciali della nostra provincia con particolare riferimento all’incendio appiccato davanti alla pizzeria Ulisse in piazza Rossi a Tommaso Natale e al rogo che ha distrutto la struttura in legno di un chiosco sulla spiaggia di Vergine Maria. “Questi episodi – precisano i segretari Mario Ridulfo e Giuseppe Aiello, Federica Badami e Stefano Spitalieri, Luisella Lionti e Ignazio Baudo e Ida Saja – che seguono le numerose minacce e danneggiamenti registrati nelle scorse settimane, rappresentano un attacco alla legalità, al lavoro e alla dignità di chi ogni giorno si impegna per offrire servizi e opportunità ai cittadini”.
Le organizzazioni sindacali manifestano così piena solidarietà e vicinanza ai titolari e ai lavoratori delle attività colpite da queste intimidazioni mafiose. E i segretari aggiungono: “Siamo al fianco di chi subisce e si oppone. È indispensabile che le istituzioni locali e nazionali intervengano con urgenza per garantire sicurezza, adottare misure di protezione e contrastare in modo deciso il fenomeno delle estorsioni e delle intimidazioni. Siamo pronti a sostenere le vittime con ogni iniziativa utile e a chiedere misure di tutela per lavoratori e imprenditori che subiscono intimidazioni. Il lavoro onesto non può essere messo sotto ricatto”.
Il sindaco di Palermo, servono risposte immediate
“Le nuove intimidazioni che hanno colpito attività commerciali della nostra città, dalla pizzeria “Ulisse” al chiosco di Vergine Maria, fino ai numerosi episodi registrati nelle ultime settimane tra Sferracavallo, Isola delle Femmine e Capaci, impongono una riflessione seria e una risposta immediata.
Esprimo la mia più sincera solidarietà ai commercianti, agli imprenditori e ai lavoratori che stanno subendo atti vigliacchi e inaccettabili. Palermo è al loro fianco e non lascerà soli coloro che ogni giorno investono, creano occupazione e contribuiscono alla crescita economica e sociale del territorio.
Ma oggi dobbiamo avere il coraggio di dire che la solidarietà, da sola, non basta più.
Non possiamo limitarci a commentare ogni nuovo episodio con parole di vicinanza per poi assistere, pochi giorni dopo, a un’altra intimidazione, a un altro incendio, a un altro segnale di violenza rivolto contro chi lavora onestamente. Siamo di fronte a una sequenza preoccupante di fatti che rischia di alimentare paura, sfiducia e rassegnazione.
Per questo è necessario un intervento straordinario dello Stato. Palermo è una città che ha saputo ribellarsi alla mafia e alla cultura dell’intimidazione. Non permetteremo che chi pensa di poter condizionare la vita economica e sociale della nostra comunità trovi spazio o consenso. Le istituzioni devono dare una risposta unitaria, determinata e all’altezza della gravità del momento.
Ai commercianti colpiti rinnovo la vicinanza dell’amministrazione comunale. A chi tenta di seminare paura diciamo con chiarezza che Palermo non arretra e che lo Stato deve dimostrare, con i fatti, di essere più forte di qualsiasi minaccia”.
Lo dichiara il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.






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