La congiuntura politica che assiste ad un trionfo del sovranismo, incarnato dalla Lega, e del populismo, espresso dai 5 Stelle, esige un’azione dei moderati che ne stemperi gli eccessi e ne argini i potenziali rischi. Diverse le formule, diversi i punti di vista, ma hanno concordato su questo punto tutti gli intervenuti alla presentazione del libro di Fabrizio Cicchitto “Storia di Forza Italia 1994-2018”, il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, l’ex presidente del senato Renato Schifani, l’ex sindaco di Catania Enzo Bianco. Moderatore il giornalista Giovanni Pepi. La proposta, declinata in modo diverso, è la formazione di un polo di moderati che non sia un cartello elettorale ma un accordo programmatico.

“Se i moderati non vorranno estinguersi – ha detto Cicchitto a conclusione, ma riassumendo anche il senso del dibattito – dovranno riunirsi in un polo moderato che faccia una grande battaglia perché mai le libertà democratiche e la tenuta economica del Paese sono state così a rischio come oggi. Un segno manifesto è la chiusura di radio Radicale, prevista il prossimo 21 maggio, contro cui devono ribellarsi tutte le coscienze libere e democratiche del paese”.

Miccichè ha chiaramente espresso il suo pensiero sulla necessità di arginare il pericolo Salvini cercando interlocuzioni con le frange moderate del Pd: “Abbiamo toccato il fondo, ora ci si deve rialzare. Non c’è nessuno peggio di Salvini, di meno intelligente se non sul piano dei risultati strettamente politici. Ecco perché parlo di alleanza con il Pd. Non si può stare dietro il popolo, perché il popolo ti porta a sbattere. Il male maggiore di oggi sono le primarie, cioè la volontà di delegare ad altri le scelte che non ci si assume la responsabilità di fare. Il reddito di cittadinanza è un colossale bluff e dopo le europee si scatenerà il caos. L’80 per cento di chi l’ha chiesto se l’è visto respingere, chi l’ha percepito non s’è visto riconoscere più di 70 euro. Ci si attende l’arrivo del messia e la liberazione, quando si scoprirà l’inganno ci saranno reazioni incontrollabili. Io dico ogni giorno quel che penso di Salvini e passo per bestemmiatore perché offendo il messia. Il vero pericolo è Salvini perché i 5 Stelle vanno a morire, in realtà non esistono. Mi ritengo simile a Orlando, simile a Bianco, credo ci si possa intendere con i moderati del Pd”.

Per Cicchitto nemmeno i 5 Stelle sono da sottovalutare nel pericolo, perché il loro modo di inaugurare una certa dittatura del web mette in pericolo la democrazia rappresentativa e partecipativa in Italia.

Schifani, benchè perplesso sulla possibilità di coniugare storie e Dna tanto diversi tra Forza Italia e Pd, riconosce la drammaticità del momento derivante dal Governo Lega- 5 Stelle: “Se il governo gialloverde avrà una durata legislaturale sarà necessario trovare dei rimedi. L’ancoraggio del Pd a certi punto ha affossato il riformismo di Renzi; le elezioni politiche del 2018 hanno rotto quel patto sociale che aveva nutrito la democrazia in Italia. Se il governo arrivasse a fine mandato bisognerebbe trovare una soluzione che sia riempita di contenuti e non sia un semplice architrave”.
Bianco ha apprezzato il coraggio di Miccichè nel sostenere posizioni scomode, impopolari e controcorrenti.
“La Lega – ha detto Bianco – cavalca la paura, i 5 Stelle il rancore. La Lega avrà un risultato importante alle Europee. Il Pd deve smetterla di inseguire i 5 Stelle sul loro terreno, perché altrimenti perderà sempre. Sono pronto a fare un accordo con chiunque sia intenzionato a fermare i comportamenti pericolosi del ministro dell’Interno e lo dico da ex ministro dell’Interno. Si fa credere agli italiani che ci sia un rischio d’invasione di neri, quando nella realtà la prima etnia di colore scuro in Italia si colloca al sedicesimo posto”.

Il libro di Cicchitto ripercorre la storia di Fi dalla sua nascita ad oggi, svelando anche retroscena inediti per il grande pubblico su fatti e scelte che hanno condizionato la vita del nostro paese nell’ultimo venticinquennio.
Miccichè ha raccontato un aneddoto per spiegare che cosa lo convinse a sostenere la nascita del nuovo soggetto politico di Fi: “Ci fu una perquisizione delle Forze dell’Ordine a Milano che sigillarono tutto, compreso il mio armadietto con le mie chiavi. Chiesi di poterle prendere altrimenti sarei stato costretto a dormire in albergo. Mi fu data una spinta e caddi a terra. Questo episodio mi fece comprendere quello che stava accadendo in Italia”.