Chiudere definitivamente i contratti derivati con un’esposizione swap (si tratta della possibilità di riscatto che hanno i soggetti protagonisti del contratto sui titoli che sono stati acquistati dai risparmiatori e sono ancora in circolazione in attesa della scadenza dei titoli stessi. Di fatto un rischio economico finanziario in base all’andamento dei mercati) pari a 310 milioni con 5 gruppi bancari attraverso un accordo transattivo: è l’obiettivo della Regione siciliana, che ha l’ok del Mef e di Cassa depositi e prestiti, pronta ad aprire un contenzioso qualora le banche non dovessero accettare il negoziato. Domani è in programma un vertice a Palermo tra l’assessore all’Economia Gaetano Armao e il suo staff con i dirigenti dei 5 gruppi bancari.

I cinque gruppi bancari sono Nomura, Merril Lynch, Banca nazionale del lavoro, Deutsche Bank e Unicredit. L’esposizione verso le controparti delle operazioni in derivati, che furono sottoscritti dalla Regione a copertura
di mutui con CdP contratti tra il 2005 e il 2006, è di 310,931 milioni, la quota maggiore pari al 32,07%, nei confronti dei giapponesi di Nomura.

Per definire l’operazione transattiva la Regione ha ottenuto il via libera del Ministero dell’Economia e della Finanza e di Cassa depositi e Prestiti, con quest’ultima ha concordato la rinegoziazione dei mutui che consentiranno all’amministrazione di liberare risorse per circa 150 milioni di euro. ‘Dalle banche ci aspettiamo un’offerta – dice l’assessore Armao -. Se non dovessero cogliere questa opportunità andremo a contenzioso. Se riceveremo invece una proposta compatibile con le risorse liberate noi andiamo a chiudere’. E il ragioniere generale, Giovanni Bologna, aggiunge: “Ci aspettiamo un grosso sconto, non di uno o tre punti percentuali ma a doppia cifra”.

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L’assessore porge la mano alle banche: ‘La ragionevolezza dovrebbe indurre a chiudere queste partite’. Dal negoziato con i 5 gruppi bancari con i quali la Regione ha in essere contratti derivati per una valore nozionale di 310,9 milioni di euro, il governo Musumeci punta a risparmiare 150 milioni. A chiarire i termini della partita, che si apre domani con il vertice tra la Regione e le banche, è proprio il ragioniere generale, Giovanni Bologna. In caso di fallimento del negoziato e quindi di apertura di un contenzioso, il governo Musumeci, che ha già l’intesa col Mef e Cdp per allungare la durata dei vecchi mutui accesi con la cassa, ha intenzione di investire le risorse liberate, circa 150 milioni: tra le ipotesi l’utilizzo delle risorse per finanziare la progettazione a valere sui fondi comunitari.

Tutte le valutazioni partono da una serie di ‘anomalie’ e ‘informazioni poco trasparenti’ rilevate dalla commissione di indagine sull’operazione. Almeno questo  quanto trapela sulla relazione, top secret, consegnata al governo Musumeci da una speciale commissione di esperti che per un mese ha studiato documenti e carte relativi a cinque contratti swap (altro nome tecnico dei derivati) sottoscritti dalla Regione, tra il 2005 e il 2006, su operazioni in derivati a garanzia di mutui accesi all’epoca con la Cassa depositi e prestiti. A dare mandato alla commissione di verificare i contratti e’ stato proprio il governo Musumeci. Alla luce di questa relazione, l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao ha definito con i tecnici del Mef e con Cdp l’accordo per avere la copertura con l’obiettivo di aprire un negoziato con i cinque gruppi bancari con i quali la Regione ha una esposizione residua per 310 milioni di euro per estinguere gli swap anzitempo perché ritenuti anti-economici.

Studiando la documentazione, la commissione ha verificato che questi contratti prevedevano un tetto al tasso variabile stabilito al 7%, a garanzia dei mutui ben distanti da previsioni e soprattutto dai valori reali dei tassi Euribor che in quella fase non superarono il 5%. Armao ha portato un esempio: “Uno di questi contratti derivati con una delle controparti avrebbe reso al massimo beneficio 9 milioni, invece è costato alla Regione ben 150 milioni”.

IN SICILIA NESSUN RISCHIO DEFAULT

“C’è una asimmetria paradossale – accusa l’assessore Armao – che la commissione ha evidenziato. La Cdp ci
ha dato la possibilità di chiudere transattivamente, altrimenti faremo senza problema il contenzioso.
Secondo la commissione ci sarebbero stati comportamenti negligenti nella costruzione dei contratti derivati ‘perché non rispondevano all’esigenza della Regione, non erano in linea con i suoi obiettivi’. ‘Abbiamo avuto difficoltà ad aprire le clausole dei derivati – ha detto Raffaele Mazzeo, uno degli esperti della commissione – e a fare i conteggi. Abbiamo aperto tutti i pezzi del motore per vedere bene cosa c’è dentro’.

“I derivati stipulati tra 2005 e 2006 furono a dir poco spericolati” attacca Armao, parlando del lavoro svolto dalla commissione d’indagine sui derivati. “Fino a oggi questi derivati sono costatati alla Regione 300 milioni di euro, rischiamo di arrivare a quasi 500 milioni da qui alla scadenza dei contratti, tutto questo senza 1 euro di beneficio per la Regione: questo è il disastro provocato da questa vicenda – ha sostenuto Armao -. Abbiamo fatto un accordo col Mef e Cdp per rinegoziare il mutuo e dunque quei derivati: domani incontreremo le banche per il closing. Con loro decideremo se chiudere con una liquidazione transattiva. Se le banche dicono che non hanno interesse preannuncio una battaglia che non sarà leggera”. Armao ha elogiato il lavoro fatto dalla commissione.

LA SICILIA HA GIA’ RISPARMIATO UN MILIARDO

“Ci si è posto il problema se questi contratti derivati siano sotto giurisdizione italiana o inglese. Potremo fare valere alcune questioni poste dalla I sezione della Cassazione sul tema e che quest’anno ha sollevato la questione davanti alle Sezioni Unite, aspettiamo il responso”. Secondo l’assessore all’Economia, “se viene riconosciuto che quei derivati abbiano valenza di mutui allora serviva all’epoca una delibera dell’Assemblea siciliana ma non ci fu questa copertura”.

Nel mirino c’è anche la banca giapponese Nomura, scelta dal dipartimento Bilancio come advisor, a proporre nel
2005 la stipula di contratti derivati come garanzia contro il rischio di tasso variabile di tre mutui a 20 anni che la Regione siciliana aveva acceso con CdP per un importo di circa 1 miliardo.

Ma su tutto questo vuole vederci chiaro anche l’Ars. “ Ho chiesto al presidente Miccichè l’istituzione di una Commissione d’indagine dell’Ars che faccia chiarezza sulla vicenda dei contratti ‘derivati’ sottoscritti dalla Regione Sicilia tra il 2005-2006, anche a seguito delle anomalie denunciate in merito dal vicepresidente della Regione siciliana Gaetano Armao – dice Giuseppe Lupo capogruppo Pd all’Ars intervenendo in Aula – Formalizzeremo domani la richiesta in Aula con la presentazione di un ordine del giorno”.