Comincia male la terza giornata di votazioni all’Ars sulla legge di stabilità siciliana. Comincia con un rinvio dalla mattina al pomeriggio e  continua peggio con il governo che alla riapertura va subito sotto su una delle norme cardine della politica d questo governo. L’Ars dive, infatti no, con voto segreto, all’articolo che garantiva sgravi fiscali a chi trasferiva la residenza in Sicilia. In pratica viene bocciata la così detta norma Portogallo sulla quale si contava molto e per la quale si erano anche attivati canali di confronto con Roma.

Ma non basta. Governo battuto anche sull’articolo 7: una norma tecnica che consentiva di liberare risorse  per coprire i residui attivi cancellati in trent’anni e che sarebbe servita a mitigare l’effetto dei tagli dovuto alla sentenza della Corte dei Conti che costringe la Regione a ripianare 2 miliardi e 143 milioni.

Ma la maggioranza non intende farsi smontare la finanziaria e così’ seduta sospesa. Si valuta un maxi emendamento per riscrivere le parti bocciate e riproporle in forma diversa.

“L’esito del voto contrario dell’Aula su una previsione contabile relativa al ripianamento del disavanzo richiede taluni approfondimenti che il Governo sta svolgendo, al fine di garantire il rispetto degli equilibri finanziari poliennali individuando le opportune soluzioni” dice il vicepresidente della Regione e assessore all’Economia, Gaetano Armao, dopo la bocciatura da parte dell’Aula dell’articolo 7 del disegno di Legge di stabilità relativo al ripianamento del disavanzo.  “Il Governo confida nel senso di responsabilità del Parlamento alla ripresa dei lavori nella giornata di domani”, conclude il vicepresidente.

Una soluzione non facile, tant’è che l’aula è stata rinviata a domani alle 18.

Delle norme annunciate fino ad ora ne è stata approvata solo una ovvero l’esenzione del bollo auto dal 2019 ma solo per chi acquista auto elettriche quindi si tratta di una parte soltanto della promessa esenzione.

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“La bocciatura degli articoli 7 ed 1, cardinI di questa disastrosa Finanziaria, è la lapalissiana dimostrazione dell’inconsistenza di questo governo, che non ha saputo difendere le norme fondanti dell’impianto normativo portato in aula. A scontarne le conseguenze, come al solito, saranno i siciliani, che attendono invano risposte da questo arrogante e presuntuoso esecutivo. A questo punto Musumeci ha poca scelta: o si libera dalle zavorre che lo frenano e scrive assieme a noi quattro riforme per salvare la Sicilia o vada a casa” manda a dire al Presidente il capogruppo del M5S all’Ars Francesco Cappello che, assieme ai suoi colleghi, nel tardo pomeriggio, ha incontrato i giornalisti nella sala stampa dell’Ars per una brevissima ed improvvisata conferenza stampa.
“Non ci interessano le poltrone – dice Cappello a nome del gruppo – ci interessa risolvere le tante emergenze di un’isola al collasso. Musumeci ne prenda atto”.